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lunedì 5 agosto 2013

Il bianco e il nero #49: Classic noir: La morte corre sul fiume (1955)

La morte corre sul fiume
(titolo originale The Night of the Hunter)
 nelle sale inglesi il 26 luglio 1955, in Italia il 19 gennaio 1950.

Regista: Charles Laughton.
Sceneggiatore: James Agee, Davis Grubb (romanzo).
Direttore fotografia: Stanley Cortez.
Montaggio: Robert Golden.
Compositore: Walter Shumann.
Produttori: Paul Gregory.
Studio: United Artists, Columbia Pictures, MGM.
Interpreti: Lillian Gish, Robert Mitchum, Shelley Winters, James Gleason, Evelyn Warden.
Durata: 86 minuti.
Colore: b/n.

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*Trama:

domenica 2 giugno 2013

Il bianco e il nero #40: I protagonisti del noir - Il detective

detective s. ingl. (pl. detectives); in it. s.m. e f. inv. (o pl. orig.), pr. adatt. Investigatore, spesso privato || persona munita di apposita licenza che effettua indagini per conto di privati.
Se Il Mistero del Falco (1941) è unanimemente riconosciuto come la prima pellicola del periodo classico noir, l'investigatore privato ne rappresenta un'icona sin dagli esordi. Il prototipo del protagonista noir nasce dalla penna degli scrittori della scuola hard-boiled, fornendo un alternativa ai classici casi di omicidio/gialli che avevano dominato la scena dei detective films dall'epoca del muto sino agli anni 30. Questi nuovi film rappresentano un tentativo di rompere i legami con gli infiniti capitoli di Sherlock Holmes o Philo Vance o L'uomo ombra. Il nuovo mondo creato dal noir è molto più oscuro, cinico, mortale.
I creatori di questo nuovo mondo -e di qeusta nuova visione del mondo- si resero presto conto che dovevano creare anche un nuovo eroe completamente da zero. Non un solo tipo per tutti, ma una vasta gamma di variazioni del tipico personaggio di questo genere di film, in modo da coprire tutto il sottobosco della città e dei suoi crimini.
I primi esempi di investigatore al cinema si possono vedere nel già citato Il Mistero del falcoLo sconosciuto del terzo piano (1940). Molto meno celebrato, questa seconda pellicola di Boris Ingster, vede un reporter ingiustamente accusato di aver ucciso il suo fastidioso vicino di casa. Tramite un sogno, una lunga allucinazione, riuscirà a rintracciare il colpevole, ma a risolvere il caso sarà la sua fidanzata. Nonostante l'happy ending finale (su cui non aggiungo altro) il film è un esempio del nuovo stato d'animo che dilaga in questo nuovo genere e precedentemente sconosciuto, fatto di cinismo, di sfortuna e soprattutto di mal fidenza sia nel sistemo giudiziario che nelle grandi città dopo il tramonto, nei suoi vicoli e corridoi dei grandi palazzi.