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giovedì 24 ottobre 2013

The Act of Killing di Joshua Oppenheimer

Dal 17 ottobre al cinema
In realtà, se non mi hanno informato male, era disponibile solo in un cinema di Roma, e in una versione pesantemente tagliata (115 minuti contro i 159 dell'edizione integrale)
Aggiornamento! Il film verrà messo in programmazione da alcuni cinema di Milano e Bologna, e immagino anche altrove.

Nella notte tra il 30 settembre e il 1 ottobre 1965, sei generali indonesiani vengono assassinati dal Movimento 30 Settembre. L'esercito, guidato dal generale Suharto e appoggiato dal presidente Sukarno, attribuisce tutta la responsabilità al Partito Comunista, dando il via ad una purga che porterà all'eliminazione di oltre cinquecentomila comunisti (nel film si parla di un milione).
Questo sterminio metodico viene affidato ai "gangster" (la parola indonesiana è un calco dell'espressione "free men"), piccoli criminali che in poco tempo si organizzano in gruppi paramilitari perfettamente integrati nello stato e nella società.
Joshua Oppenheimer ha descritto il suo film come un "documentary of the imagination", un ossimoro che si presta perfettamente a descrivere la doppia natura di The Act of Killing, continuamente in bilico tra realtà (quindi documentario) e finzione, tra l'atto di uccidere e la sua messa in scena. E anche se il film è tutt'altro che simmetrico e lineare, è come se fosse composto di due metà.