Peni e vagine in quantità nella nuova puntata di Filmbuster(d)s, il podcast di cinema più provocatorio, nazista e misogino della rete.
Un sacco di news e poi ci buttiamo su Lars Von Trier e il suo Nymphomaniac, a cui diamo 3 colpi davanti e 5 dietro.
3+5
Buon ascolto!
[00:00:11] L'angolo del tripudio
[00:18:15] Lars Von Trier
[00:57:00] Nymphomaniac
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martedì 8 aprile 2014
lunedì 7 aprile 2014
Nymphomaniac di Lars Von Trier
Volume 1 nelle sale dal 3 aprile.
Volume 2 dal 24 aprile.
Volume 2 dal 24 aprile.
La versione di Intrinseco
Parte 1 e 2
In questi giorni, in concomitanza con l'uscita italiana di Nympomaniac Volume 1, si sono rianimate le discussioni che puntualmente seguono e precedono i film di Lars Von Trier. Al di là delle chiacchiere sterili sui contenuti espliciti, a suscitare qualche interesse è stata soprattutto la polemica, anche questa già sentita, secondo cui alcuni critici e recensori tenderebbero a parlare più dell'uomo Lars Von Trier che del suo film (o dei suoi film), ad identificare totalmente il regista con la sua opera, e viceversa, basti pensare alle accuse di misoginia, che da Antichrist in poi sono diventate quasi un tormentone.
Eppure non parlare di lui è quasi impossibile (ci sto cascando anche io), un regista che ama provocare e sa benissimo quali tasti premere (la dedica a Tarkovskij, peraltro ripetuta), che annuncia pubblicamente di essere depresso e di girare film come forma di terapia, che rilascia dichiarazioni come quelle di Cannes e fa il suo show per le telecamere a Berlino. In un modo o nell'altro, il suo ego e le sue provocazioni arrivano sempre prima del film, e da questo punto di vista Nymphomaniac è il suo capolavoro, anticipato da una marketing virale che non ha nulla da invidiare a quello di Il Cavaliere Oscuro, tutto incentrato sul coinvolgimento in scene hard di attori più o meno celebri, che però sono stati "sostituiti" digitalmente. Un film diviso in due parti come il Kill Bill di Tarantino, distribuito in versione hard e soft per sfuggire ai tagli e vittima di una censura approvata dallo stesso autore, che tuttavia non vi ha partecipato direttamente.
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