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lunedì 6 agosto 2012

Il bianco e il nero #8: La donna dagli occhi viola, Liz Taylor


“It was like a punch in the stomach to see her for the first time” Un amico.

La mia prima volta con Liz fu qualche anno fa, con Cleopatra e soprattutto con una scena: l'entrata a Roma della regina egiziana che si inchina davanti all'amato Cesare. Sono 9 minuti di goduria visiva, di manifestazione di potenza hollywoodiana e si concludono con lei, che scende una mini sfinge e fa l'occhiolino, con quegli splendidi occhi viola. Fu subito amore.
Poi vennero tutti gli altri film e l'ammirazione per una delle più grandi e intense attrici da me mai viste.
In questa mini biografia cercherò di parlare il meno possibile dei suoi svariati matrimoni, perchè c'entrano molto poco con il cinema (a parte qualcuno, come il doppio Burton) e perchè Liz non era solo quello, era tutt'altro. E poi li conoscete meglio di me, quindi inutile riparlarne.

Elizabeth Rosemond Taylor nasce il 27 febbraio 1932¹ a Hampstead in Inghilterra da genitori americani, papà mercante d'arte e mamma ex attrice teatrale. La famiglia, originaria di Arkansas City, si trova molto bene in Inghilterra, tanto da non volerla più lasciare, ma l'inizio della seconda guerra mondiale fa cambiare loro idea e nel 1939 si trasferiscono a Los Angeles dove il padre può riaprire presto una galleria d'arte.
Il cambio di indirizzo sembra una cosa temporanea però e la cosa si evince da una circostanza, quando mamma Taylor rifiuta di far fare dei provini a Liz per il ruolo di  Diletta Blue, la figlia di Scarlett O'Hara in Via col vento, ricordando che tanto, una volta finita la guerra, sarebbero tornati a casa nel Regno Unito. Liz però è una bambina troppo carina e amici e gente del settore tampinano la madre per farle accettare uno straccio di colloquio con qualche studios.
Prima incontra Cowdin, capo della Universal (è addirittura Hedda Hopper a presentarli) poi va alla MGM dove L.B. Mayer da l'ordine di metterla subito sotto contratto. Ricordiamo che è pur sempre una bambina di 8 anni. Saputo dell'interessamento della MGM, Cowdin la blinda con un contratto di ben sette anni, senza neanche aver visto il provino, vincendo la battaglia. 
Il suo primo e unico film con la Universal è There's One Born Every Minute del 1942, in pratica storicamente insignificante se non fosse per la sua presenza. Unico film, dicevo, perchè dopo meno di un anno viene licenziata per ragioni sconosciute, anche se si pensa che non fosse all'altezza delle aspettative e che solo quando le fecero un vero provino capirono l'errore. Arrivano persino a criticare i suoi bellissimi occhi, perchè secondo loro la invecchiano. Sarà, eppure è opinione comune descrivere questa bambina come matura, "un'anima vecchia". Nell'epoca di Shirley Temple, è una caratteristica non richiesta.
Nonostante tutto arriva una grande opportunità con la MGM. Babbo Taylor amico di uno dei dirigenti, viene a sapere che stanno cercando un'attrice per il film Lassie e siccome c'è interesse reciproco e Liz era stata trattata molto bene in precedenza, decide di accettare un contratto a lungo termine con loro. Inoltre qui c'è Benny Thau, produttore a cui sarà molto legata e di cui si fiderà ciecamente.