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lunedì 13 agosto 2012

Il bianco e il nero #9: Lady Olivier, Vivien Leigh.

"I don't want realism. I want magic! Yes, yes, magic. I try to give that to people." Blanche Dubois (Vivien Leigh) in Un tram che si chiama desiderio.

Il sopracciglio alzato più famoso della storia del cinema. Vivien Leigh è nata per la recitazione, ha vissuto per essa, l'ha ammalata a morte e vi ha trovato l'amore.
Una carriera breve per certi versi, ma costellata da ruoli memorabili; Cleopatra, Rossella O'Hara, Blanche Dubois, Anna Karenina. Come se sapesse che la sua vita sarebbe stata breve, apprezzava tutto quello che la vita le offriva, vivendo intensamente ogni giorno e ogni ruolo.
Eternamente innamorata di Laurence Olivier ha combattuto con una malattia che l'ha divorata fin dalla giovane età e all'apogeo della sua carriera. Eppure, come vedrete, l'unica cura era la scena, le bastava salire in palcoscenico o trovarsi davanti a una cinepresa per tornare la meravigliosa Viv.

Vivian Mary Hartley nasce il 5 novembre del 1913 nel Darjeeling in India (quando era ancora colonia inglese) da Ernest e Gertrude Hartley. Il padre, ufficiale della cavalleria indiana e ex agente di borsa, viene trasferito in seguito a Bangalore mentre la famiglia rimane a Ootacamund. Come dimostrano i tanti filmini privati, trascorre un infanzia agiata in un paradiso terrestre dove dispone di tutto quello che desidera.
La passione degli Hartley è il teatro l'unica cosa che manca loro della vecchia Inghilterra. Il babbo è un vero e proprio patito e la madre ha creato un piccolo circolo che mette in scena operette e spettacolini. A soli tre anni, ben incoraggiata, viene il turno della piccola Vivian di calcare la scena. L'inizio è di quelli che si fan notare. Invece di cantare Lil Bo Beep annuncia che preferisce recitarla.
L'idillio indiano dura poco per lei, presto viene spedita dalla madre a Londra, perchè "deve crescere con una corretta educazione di stampo inglese". E sia, ma Vivian si troverà a fare questo lungo viaggio in nave completamente sola, in quanto i genitori rimangono e rimarranno in India ancora per 9 anni.
A sei anni si ritrova quindi nel convento del Sacro Cuore di Roherton, dove piange per la mancanza dei genitori a cui era infinitamente legata e piange forse più che altro per l'assenza dei divertimenti, dovuta alla rigidità delle suore. Nasconde il suo dolore, una caratteristica che la accompagnerà per tutta la vita e coltiva la sua principale passione, il teatro.
Nelle recite scolastiche da il meglio di se e risulta molto apprezzata da tutto il pubblico. Una delle sue migliori amiche è la futura grande attrice di teatro Maureen O'Sullivan a cui confessa di voler diventare una grande attrice. Si prende però una piccola pausa quando viene ricongiunta ai genitori con i quali inizia un tour di tutta l'europa. Vivian a 16 anni è una vera poliglotta e parla fluentemente l'italiano, il francese e il tedesco.
A proposito di Germania, conosce un giovinotto locale molto affascinante e di dodici anni più anziano di lei, avvocato. L'amore tra i due è di quelli inossidabili e lei vorrebbe subito sposarsi e quando incontra il rifiuto della madre sbotta "Lasciamelo sposare o nessun'altro lo farà più!". Vivian è già quella bellissima donna che conosciamo, quindi è una minaccia/previsione abbastanza ridicola.
A soli diciannove anni di sposa quindi con Herbert Leigh Holman di cui a breve rimane incinta della futura Suzanne, dopo un parto difficile e prematuro. Leigh non è felice della sua aspirazione artistica ma non la ostacola quando viene accettata dalla Royal Academy of Dramatics Arts.

lunedì 6 agosto 2012

Il bianco e il nero #8: La donna dagli occhi viola, Liz Taylor


“It was like a punch in the stomach to see her for the first time” Un amico.

La mia prima volta con Liz fu qualche anno fa, con Cleopatra e soprattutto con una scena: l'entrata a Roma della regina egiziana che si inchina davanti all'amato Cesare. Sono 9 minuti di goduria visiva, di manifestazione di potenza hollywoodiana e si concludono con lei, che scende una mini sfinge e fa l'occhiolino, con quegli splendidi occhi viola. Fu subito amore.
Poi vennero tutti gli altri film e l'ammirazione per una delle più grandi e intense attrici da me mai viste.
In questa mini biografia cercherò di parlare il meno possibile dei suoi svariati matrimoni, perchè c'entrano molto poco con il cinema (a parte qualcuno, come il doppio Burton) e perchè Liz non era solo quello, era tutt'altro. E poi li conoscete meglio di me, quindi inutile riparlarne.

Elizabeth Rosemond Taylor nasce il 27 febbraio 1932¹ a Hampstead in Inghilterra da genitori americani, papà mercante d'arte e mamma ex attrice teatrale. La famiglia, originaria di Arkansas City, si trova molto bene in Inghilterra, tanto da non volerla più lasciare, ma l'inizio della seconda guerra mondiale fa cambiare loro idea e nel 1939 si trasferiscono a Los Angeles dove il padre può riaprire presto una galleria d'arte.
Il cambio di indirizzo sembra una cosa temporanea però e la cosa si evince da una circostanza, quando mamma Taylor rifiuta di far fare dei provini a Liz per il ruolo di  Diletta Blue, la figlia di Scarlett O'Hara in Via col vento, ricordando che tanto, una volta finita la guerra, sarebbero tornati a casa nel Regno Unito. Liz però è una bambina troppo carina e amici e gente del settore tampinano la madre per farle accettare uno straccio di colloquio con qualche studios.
Prima incontra Cowdin, capo della Universal (è addirittura Hedda Hopper a presentarli) poi va alla MGM dove L.B. Mayer da l'ordine di metterla subito sotto contratto. Ricordiamo che è pur sempre una bambina di 8 anni. Saputo dell'interessamento della MGM, Cowdin la blinda con un contratto di ben sette anni, senza neanche aver visto il provino, vincendo la battaglia. 
Il suo primo e unico film con la Universal è There's One Born Every Minute del 1942, in pratica storicamente insignificante se non fosse per la sua presenza. Unico film, dicevo, perchè dopo meno di un anno viene licenziata per ragioni sconosciute, anche se si pensa che non fosse all'altezza delle aspettative e che solo quando le fecero un vero provino capirono l'errore. Arrivano persino a criticare i suoi bellissimi occhi, perchè secondo loro la invecchiano. Sarà, eppure è opinione comune descrivere questa bambina come matura, "un'anima vecchia". Nell'epoca di Shirley Temple, è una caratteristica non richiesta.
Nonostante tutto arriva una grande opportunità con la MGM. Babbo Taylor amico di uno dei dirigenti, viene a sapere che stanno cercando un'attrice per il film Lassie e siccome c'è interesse reciproco e Liz era stata trattata molto bene in precedenza, decide di accettare un contratto a lungo termine con loro. Inoltre qui c'è Benny Thau, produttore a cui sarà molto legata e di cui si fiderà ciecamente.