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venerdì 31 gennaio 2014

I Segreti di Osage County di John Wells

In sala dal 30 gennaio.

"Mangia il pesce stronza!"
Che il grande week-end del cinema made in sud degli Stati Uniti abbia inizio! Da una parte il Texas di Dallas Buyers Club e dall'altra l'Oklahoma di I Segreti di Osage County. E' uno di quei bei momenti in cui immergersi in un America diversa, con tanti accenti particolari (è, direi, obbligatorio in questi casi vedere i film in lingua originale), molti weirdos, un rapporto con il sesso molto particolare, case nella prateria o in desolate, iper estese, roventi, desertiche distese di nulla con un piccolo paesino ogni tanto.
Tracy Letts (Oklahoma born and raised) lo avevamo conosciuto proprio con una storia ambientata in questi posti, più precisamente nel Texas di Killer Joe e Bug (entrambi diretti dal mitico, Dio l'abbia in gloria, William Friedkin) e ce ne eravamo subito innamorati. Letts è prima che sceneggiatore per il cinema, un ottimo romanziere, un grandissimo attore di teatro ma soprattutto un drammaturgo di enorme livello, vincitore di un premio Pulitzer e di un Tony Award proprio per August: Osage County. Non credo gli servissero altre prove per certificare la sua bravura anche nel cinema, forse, l'ultimissima era portare questa sua grandiosa piece dal teatro al grande schermo. Una prima volta per lui -e senza i suoi attori originali. Lasciatevelo dire, prova superata in pieno, anche senza un signore come Friedkin dietro la cinepresa (Wells è principalmente un regista di serie tv).

lunedì 13 agosto 2012

Il bianco e il nero #9: Lady Olivier, Vivien Leigh.

"I don't want realism. I want magic! Yes, yes, magic. I try to give that to people." Blanche Dubois (Vivien Leigh) in Un tram che si chiama desiderio.

Il sopracciglio alzato più famoso della storia del cinema. Vivien Leigh è nata per la recitazione, ha vissuto per essa, l'ha ammalata a morte e vi ha trovato l'amore.
Una carriera breve per certi versi, ma costellata da ruoli memorabili; Cleopatra, Rossella O'Hara, Blanche Dubois, Anna Karenina. Come se sapesse che la sua vita sarebbe stata breve, apprezzava tutto quello che la vita le offriva, vivendo intensamente ogni giorno e ogni ruolo.
Eternamente innamorata di Laurence Olivier ha combattuto con una malattia che l'ha divorata fin dalla giovane età e all'apogeo della sua carriera. Eppure, come vedrete, l'unica cura era la scena, le bastava salire in palcoscenico o trovarsi davanti a una cinepresa per tornare la meravigliosa Viv.

Vivian Mary Hartley nasce il 5 novembre del 1913 nel Darjeeling in India (quando era ancora colonia inglese) da Ernest e Gertrude Hartley. Il padre, ufficiale della cavalleria indiana e ex agente di borsa, viene trasferito in seguito a Bangalore mentre la famiglia rimane a Ootacamund. Come dimostrano i tanti filmini privati, trascorre un infanzia agiata in un paradiso terrestre dove dispone di tutto quello che desidera.
La passione degli Hartley è il teatro l'unica cosa che manca loro della vecchia Inghilterra. Il babbo è un vero e proprio patito e la madre ha creato un piccolo circolo che mette in scena operette e spettacolini. A soli tre anni, ben incoraggiata, viene il turno della piccola Vivian di calcare la scena. L'inizio è di quelli che si fan notare. Invece di cantare Lil Bo Beep annuncia che preferisce recitarla.
L'idillio indiano dura poco per lei, presto viene spedita dalla madre a Londra, perchè "deve crescere con una corretta educazione di stampo inglese". E sia, ma Vivian si troverà a fare questo lungo viaggio in nave completamente sola, in quanto i genitori rimangono e rimarranno in India ancora per 9 anni.
A sei anni si ritrova quindi nel convento del Sacro Cuore di Roherton, dove piange per la mancanza dei genitori a cui era infinitamente legata e piange forse più che altro per l'assenza dei divertimenti, dovuta alla rigidità delle suore. Nasconde il suo dolore, una caratteristica che la accompagnerà per tutta la vita e coltiva la sua principale passione, il teatro.
Nelle recite scolastiche da il meglio di se e risulta molto apprezzata da tutto il pubblico. Una delle sue migliori amiche è la futura grande attrice di teatro Maureen O'Sullivan a cui confessa di voler diventare una grande attrice. Si prende però una piccola pausa quando viene ricongiunta ai genitori con i quali inizia un tour di tutta l'europa. Vivian a 16 anni è una vera poliglotta e parla fluentemente l'italiano, il francese e il tedesco.
A proposito di Germania, conosce un giovinotto locale molto affascinante e di dodici anni più anziano di lei, avvocato. L'amore tra i due è di quelli inossidabili e lei vorrebbe subito sposarsi e quando incontra il rifiuto della madre sbotta "Lasciamelo sposare o nessun'altro lo farà più!". Vivian è già quella bellissima donna che conosciamo, quindi è una minaccia/previsione abbastanza ridicola.
A soli diciannove anni di sposa quindi con Herbert Leigh Holman di cui a breve rimane incinta della futura Suzanne, dopo un parto difficile e prematuro. Leigh non è felice della sua aspirazione artistica ma non la ostacola quando viene accettata dalla Royal Academy of Dramatics Arts.