martedì 14 gennaio 2014

Speciale Oscar: la guida definitiva per la nottata 2014

O.S.C.A.R. (acronimo di Organizzazione Scout Collocamento Assistenza Ricercati), fu un'organizzazione dedita all'espatrio in Svizzera di ex prigionieri.

A grande richiesta (di una persona) ecco la nuova guida definitiva per la serata degli Oscar. Ma come, non era definitiva quella dell'anno scorso? Si, ma è come per le collector's edition dei DVD, avete presente? "Ecco l'edizione definitiva, non dovrete più comprare altro perchè questa è proprio l'ultimissima, quella con tutto tutto e per la quale vale la pena spender 20 euro!". Poi dopo due mesi ne esce una nuova con 2 minuti di extra in più e rende quella da noi appena comprata, vetusta e quasi inutile. 
Divagazioni a parte, giovedì 16 sono state annunciate le nomination per gli Oscar 2014 ed i vincitori verranno proclamati in una cerimonia 'sobria' di 6 ore in data 2 marzo. Aspettandoci Sorrentino strafatto di cocaina che ritira il premio al ritmo di "Deng iu ollivud, aim so abbi tu bi hir", American Hustle che sbancherà facendo storcere il naso a molti e Leonardo Di Caprio che ancora una volta tornerà a casa a mani vuote (si consolerà con la solita super top model nel letto, poraccio) cerchiamo di arrivare preparati all'evento, magari con qualche bella chicca da sbandierare in faccia al proprio collega d'ufficio o al nonno che crede di saperla lunga e non vede un film dal 1938.
Anche quest'anno, andrò in ordine in base alle lettere dell'alfabeto (chi me l'ha fatto fare?).


0-9: 12 anni schiavo è solo il terzo film in tutta la storia degli Oscar a essere candidato come miglior film dell'anno e a iniziare per numero. Gli altri due? Nel 1934 42th street (Quarantaduesima strada) e nel 2011 127 ore. Se dovesse vincere, bissando così il successo ai Golden Globes, diventerebbe il primissimo film della lista in ordine alfabetico dei vincitori degli Oscar. Ovviamente ci sono stati molti altri film con numeri nel titolo,  Apollo 13, Twelve o'clock high (Cielo di fuoco), District 9,  Miracolo sulla 34esima strada etc... ma nessuno ha vinto.
Invece l'ultimo film diretto da un regista di colore candidato al premio per miglior film fu nel 2010 Lee Daniels con Precious. Nessun regista di colore ha mai vinto l'Oscar per miglior regista (gli unici casi precedenti sono ancora Lee Daniels e John Singleton nel 1991 per Boyz n the Hood), che sia la volta buona?

A:  American Hustle. Per la seconda volta consecutiva un film di David O. Russell completa tutte le caselle per le nomination riguardanti gli attori. L'anno scorso con Il lato positivo piazzò 4 attori (Jennifer Lawrence, Bradley Cooper, Robert De Niro e Jacki Weaver) tra attori/attrici protagonisti/non protagonisti, con J-Law vincente (e cascante). Solo altri 13 film ci sono riusciti.
Quest'anno invece lo fa con...bè quasi gli stessi attori, J-Law e Bradley di nuovo, poi Christian Bale e Amy Adams, entrambi già candidati nel 2011 per The Fighter (sempre di Russell e con Bale e Melissa Leo vincenti). Usa sempre gli stessi attori e li manda sempre quasi tutti agli Oscar. Adesso avete capito perchè i suoi film li chiamiamo "una vetrina per gli attori"?

B: Blue Jasmine. Ventriquattresima nomination per Woody Allen (16 per la sceneggiatura, 7 per la regia e 1 come attore). Woody ha vinto 4 Oscar (Sceneggiatura di Midnight in Paris, Hanna e le sue sorelle e Io e Annie, regia per Io e Annie) e come ben sapete non ne ha mai ritirato uno o si è presentato alla cerimonia. Nell'ordine lo hanno ritirato al suo posto, il collega Marshall Brickman, King Vidor co-presentatore del premio nel 1977, Shirley McLane presentatrice del premio nel 1987 e Angelina Jolie  presentatrice del premio nel 2012.
Blanchett. Invece per Cate è la quinta nomination e molto probabilmente la seconda vittoria ma prima come attore protagonista.

C: Captain Phillips. La sorpresa dell'anno, non perchè il film non meriti, anzi, ma perchè nessuno si aspettava che l'Academy nominasse un'opera così.  Ma la sorpresa più grande e la storia più affascinante di questi Oscar spetta a Barkhad Abdi, il capo dei pirati somali nel film di Greengrass e candidato come miglior attore non protagonista (e Tom Hanks niente invece). Barkhad, dentoni e gengivone pronunciatissime, magrolino anzi rachitico, è effettivamente un alieno tra i big di Hollywood. 28 anni somalo, da piccolo è dovuto scappare con la sua famiglia, causa guerra civile, e emigrare in Yemen. Poi a 14 è sbarcato in America e dal caldo dei paesi arabi-africani è finito nel gelo del Minnesota. Quando Greengrass l'ha notato non è stato grazie ad un provino o al book fotografico di un'agenzia, ma è stato per puro caso. Barkhad infatti non è un attore, ma un autista di limousine. Niente male. Un anno fa scarrozzava in giro i ricconi, oggi si fa portare sul tappeto rosso, servito e riverito. Il sogno americano.

D: Dallas Buyers Club. O meglio noto come il film con dentro i manzi che fanno impazzire le donne. Uno è Matthew McConaughey un attore che sembrava finito o comunque destinato a rimanere un belloccio senz'arte ne parte. Negli ultimi due anni ha completamente ribaltato la sua carriera e la sua immagine. Prima ha deciso di imbarcarsi in un film ostico come Killer Joe, dove è stato semplicemente pazzesco, poi ha scelto un altro paio di progetti particolari, Mudd di Jeff Nichols e appunto Dallas Buyers Club. Finalmente ha dimostrato di avere un grande talento e ogni cosa che fa (persino True detective, una serie) riscontra moltissimo seguito di pubblico e critica. Ed è nel cast di Interstellar, il prossimo di Nolan.  E' il più quotato dai bookmakers come vincitore della statuetta per migliore attore protagonista.
L'altro è Jared Leto, leader dei 30 seconds to Mars e occasionalmente attore. Nella sua categoria si dice non ci sia storia, ha già la vittoria in mano. Per il ruolo del travestito Rayon ha perso 14 chili (McConaughey addirittura più di 20 per fare il malato di AIDS) e ha sfornato una prestazione intensa quanto sofferente. Bravi e belli, non vale, scegliete!


E: Ernest e Celestine. Questo è un film d'animazione meraviglioso e consigliatissimo. Una piccola, piccina perla franco-belga tenerissima. Per motivi che spiegherò in seguito, a distanza di quasi un anno e mezzo dalla sua uscita, viene candidato per l'animazione solo adesso. Si ritrova contro i soliti colossi USA e l'ultimo Miyazaki. Chiaramente non vincerà, ma è già una vittoria la nomina. Mi raccomando recuperatelo assolutamente.

F: Fratelli Coen. E questa è la seconda grande sorpresa di quest'anno, ma in negativo. Dove diavolo è Inside Llewyn Davis (in italiano uscirà come A proposito di Davis. Ehm...si, meglio che Dentro Llewyn Davis). Stranamente uno dei film più premiati e apprezzati dell'anno è stato escluso dai premi più importanti e relegato a due premietti (neanche la colonna sonora). E' scoppiato nuovamente il caso: cos'ha l'Academy contro i Coen? Si dice che da dopo Non è un paese per vecchi i rapporti si siano molto raffreddati. Può darsi ma ricordiamoci che Il grinta, non di certo il meglio dei Coen, andò agli Oscar con molte nomination. Tuttavia questa estromissione fa strano. Non ci rimane che vedere Inside Llewyn Davis tra un mesetto e giudicare da noi.

G: Gravity. Con le sue 10 nomination molto probabilmente farà la parte del leone in questa edizione anche se il rischio di venir battuto in tutte le categorie, salvo quelle tecniche c'è. Gravity stava, più che altro, per scrivere un record molto particolare: essere candidato nella stessa edizione con un corto che è effettivamente un suo spin off. Insomma una sua costola, sarebbe stata candidata insieme a lui.
Aningaaq, il nome del corto, non era altro che  un breve pezzo di Gravity, visto però da un altro punto di vista (l'eschimese e i suoi cani in collegamento radio con Sandra Bullock, non aggiungo altro). Venne presentato a Venezia come Gravity ed è stato diretto da Jonas Cuaron figlio di Alfonso. Purtroppo non gli è riuscito il colpaccio. Se volete vederlo, eccolo.

H: Her. Lei, in Italia dal 13 marzo. Questo invece è il film delle topolone, al contrario di Dallas Buyers Club. Con un cast composto da Amy Adams, Rooney Mara, Olivia Wilde e Portia Doubleday c'è solo l'imbarazzo della scelta. Si poi ci sarebbe anche Scarlett Johansson ma la si sente solo, essendo lei la voce del sistema operativo di cui Joaquin Phoenix si innamora. Una prova che le ha fatto vincere il premio di miglior attrice all'ultimo festival di Roma. L'Academy invece non l'ha neanche candidata.
Her sarebbe dovuto durare due ore e mezza ma dopo un consulto con l'amico Steven Soderbergh, Spike Jonze è riuscito a ridurlo a 90 minuti. E' forse il film che più attendiamo di questi Oscar.

I: India. Ha fatto scalpore, per quanto riguarda le nomination per miglior film straniero, l'assenza di un piacevolissimo film come The Lunchbox, indiano. Purtroppo l'Academy non c'entra nulla, bensì le proteste vanno indirizzate proprio verso la nazione di appartenenza del film. Qui la commissione ha scelto il film The Good Road come rappresentante nella corsa alla statuetta. Il film di Batra, con una forte componente di critica nei confronti del proprio paese, aveva colpito tutti gli spettatori del globo per la sua originalità (compresa Cannes) ma evidentemente non i capocchia della commissione. The Good Road è stato un fiasco in patria e all'estero nessuno lo conosce, ed infatti non è riuscito a finire nei magnifici 5 finali. Quante volte però la politica o il potere di una certa casa di produzione (Medusa per dire...) si impongono in questi casi a scapito di opere di maggiore valore e/o più papabili per la vittoria? Troppe volte.

J: Jackass! Incredibile ma vero, Jackass va agli Oscar. Ci va dalla porta di servizio, con la nomination per il trucco, ma ci va. Questa serie tv nata quasi 15 anni fa, fatta di malati mentali, volgarità e capitomboli violentissimi, approda nel gota del cinema americano. Sarebbe stato bello veder nominato anche Johnny Knoxville come attore o Jonze nominato due volte alla sceneggiatura, per Bad Grandpa e per Her ma era chiedere troppo. Siamo già contenti così. Forza Jackass!

K: Kodak. Vi ricordate la frase "Live dal Kodak Theatre la cerimonia degli Oscar!!" Bene, dall'anno scorso non si può più dire. Dopo 12 anni di onorato servizio il Kodak Theatre ha cambiato nome. Il palazzo, sede di cerimonie, concerti, premiazioni (Miss America) venne costruito nel 2001 e la Kodak pagò 75 milioni di dollari per avere il suo nome associato ad esso. In seguito alla crisi che la società sta tuttora affrontando, nel febbraio del 2013, si è vista dovuta cedere i diritti per la sponsorizzazione del teatro, con la conseguente possibilità di cambio del nome. Oggi si chiama Dolby Theatre ma non è cambiato nient'altro.

L: Lupita Nyong'o. Questo è il nome più bizzarro di questi 86esimi Oscar su cui molti si stanno già divertendo a fare battute (come Tina Fey e Amy Poehler durante i Globes). Nata in Messico, cresciuta tra Kenya e America, si è laureata a Yale  nella scuola di dramma e recitazione. 12 anni schiavo segna il suo debutto al cinema e con esso è arrivata subito la nomination agli Oscar. Mica male.

M: Martin Steve. Oscar alla carriera e immaginatevi un bel monologo comico al ritiro del premio. E' stato uno dei più grandi comici cinematografici americani degli anni 80-90 con film come I 3 amigos, Roxanne, Il padre della sposa, Il testimone più pazzo del mondo, Un biglietto in due e molti altri. Ultimamente fa poco nulla e la sua verve comica sembra appannata (su twitter poi da il peggio). Meglio ricordarlo e onorarlo adesso prima che faccia una nuova Pantera Rosa (brrrr).
Quando tocca a Chevy Chase?
Oscar alla carriera anche per la signora in giallo Angela Lansbury e per il costumista italiano Piero Tosi.

N: Nebraska. Bruce Dern è candidato per il ruolo di Woody Grant come miglior attore. Se Dern dovesse vincere, bisserebbe la vittoria ottenuta a Cannes. Una doppietta riuscita finora solo a altri 4: Ray Milland per Giorni perduti,  John Voight per Tornando verso casa, William Hurt per Il bacio della donna ragno, Christoph Waltz per Bastardi senza gloria (dove però vinse come non protagonista poi agli Oscar) e infine Jean Dujardin per The Artist.
E' il primo film in bianco e nero di Alexander Payne (e l'11esimo da quando non c'è più la distinzione colore-bianco e nero a essere candidato come miglior fotografia) e il primo di cui non ha curato egli stesso la sceneggiatura.

O: Oppenheimer. Nella categoria documentario è candidato The Act of Killing di Joshua Oppenheimer, un'opera fortissima, dove il confine tra realtà e finzione scompare e non si hanno più coordinate a cui aggrapparsi. Io non avrei nessun problema a candidarlo addirittura tra i migliori film dell'anno. Mi spiace non aver ancora visto gli altri docu in concorso, ma faccio un tifo indiavolato per i gangster indonesiani a la loro realtà distorta. Guardatelo assolutamente.

P: Pacific Rim. Il grande escluso tra i blockbuster. Film poco riusciti o filmetti come Iron Man 3, Lo Hobbit, StarTrek e Lone Ranger hanno tutti strappato almeno una nomination, ma il filmazzo coi robottoni di Guillermo Del Toro se ne va a casa a tasche vuote. Niente effetti speciali, niente fotografia, niente sonoro, nulla. Com'è possibile? Iron man 3 vale più di Pacific Rim? Su quale pianeta? Il flop commerciale deve aver inciso, ok, ma stranamente su Lone Ranger no.

Q: Quarantanove. John Williams, per il suo lavoro di compositore per Storia di una ladra di libri (unica nomination per il film), è stato candidato per la 49esima volta. Poi ci si lamenta della Streep. Eh la Q è stata difficile da trovare.

R: Razzismo. Ai me la BIM ha fatto recentemente una figuraccia. Per pubblicizzare l'uscita di 12 anni schiavo,  ha deciso di creare dei cartelloni-locandina ad hoc. Invece di usare quelli predefiniti americani, dove si vede il protagonista (un nero) correre, ha preferito scegliere due mega immagini raffiguranti i faccioni di altri personaggi, quello di Fassbender e quello di Brad Pitt (anche produttore). I personaggi di colore sono relegati invece sul fondo, in piccolo. Una scelta bizzarra dato anche che Brad Pitt si vede solo per 5 minuti in tutto il film. Alcuni turisti americani in visita in Italia se ne sono accorti e hanno messo la foto online tacciando i distributori italiani di razzismo. La BIM ha chiesto scusa per la gaffe e ha tolto le proprie "opere".
Purtroppo i turisti si sono sbagliati. Non è razzismo, è ignoranza questa, sia della BIM che con questa bassezza (mettere Pitt enorme in locandina) credeva di attirare più pubblico, sia del pubblico stesso, che non si informa mai di quello che andrà a vedere e che se non gli metti una locandina accattivante ma sbagliata, non si filerà mai il film.

S: Sorrentino. A distanza di 15 anni da La vita è bella l'Italia tornerà a vincere il premio Oscar, 14esimo su 28 tentativi. Perchè dico già che vincerà? Perchè La Grande Bellezza non ha rivali. Fatti fuori Adele, Il passato e The Grandmaster, constatato il giudizio dei Globes e degli americani che ne vanno pazzi, pare evidente. C'è da essere contenti? Personalmente no, non mi è piaciuto, l'ho trovato uno sperpero di soldi, spocchioso e borioso, come il suo regista e come il suo interprete. Non dico questo perchè ah! è bello fare l'anti-italiano, è bello parlare bene degli altri e non dei nostri film. No, mettetevi l'anima in pace, esistono i gusti, che travalicano i confini geo-politici. Ho preferito altri film italiani e ho preferito gli altri in concorso e non. Medusa ancora una volta sta pompando un film in maniera imbarazzante e molti spettatori sono fin troppo influenzabili.

T: The Wolf of Wall Street. Ce la farà il nostro Leo Di Caprio finalmente a vincere? I Globes finalmente ce li siamo levati dalle palle, ma hey, non vale, c'è ancora questa sciocca distinzione comedy-musical/drama che non ha senso. Wolf of Wall Street cos'ha di comedy o musical? Nulla. Agli Oscar se la dovrà vedere con Dern, McConaghuey, Bale, Ejiofor, tutti molto applauditi dalla critica. E' tostissima, e credo proprio che non ce la farà neanche quest'anno. Sembra destinato a vincerlo in tarda età, magari come John Wayne..
Oppure partirà l'operazione contentino (Bale l'ha già vinto, McConaguey suvvia, gli è andata di culo, Dern è un vecchiazzo, l'altro non sappiamo come si scrive), e glielo daranno a prescindere. Un po' come successe a Scorsese per The Departed? Vedremo, è vero che Scorsese (11 nomination con questa) se lo meritava in passato per i filmoni che aveva fatto, ma fermatevi un attimo e ragionate, Di Caprio in passato è stato davvero defraudato della vittoria? Meritava più di altri? O è sempre stata una premiazione più che giusta?

U: Uscita. Perchè non c'è La vie d'Adele?? PERHE'?!?! Hanno tuonato in molti. Ecco spiegato il perchè. Un film straniero, per poter essere selezionato dalla propria nazione, deve uscire in patria entro il 30 settembre dell'anno. Adele di Abdellatif Kechiche è stato distribuito in Francia dal 9 ottobre. La Wild Bunch, distributore del film ha commentato "Non abbiamo mai pensato di modificare la nostra strategia di distribuzione per assecondare la stupidità delle regole degli Oscar. Dovremmo mettere in rischio la nostra strategia in Francia per un Oscar al Miglior film straniero che non aggiunge nulla alla Palma d’oro? Quelle regole sono uniche, ben specifiche e non hanno senso. Allo stesso tempo, non gliene frega nulla a nessuno di questa categoria. Noi puntiamo a… tutte le categorie, che sono quelle che contano".  Ci vediamo l'anno prossimo? Sempre che l'Academy non se la leghi al dito.
Questo spiega perchè Il sospetto è in gara quest'anno e non l'anno scorso.

V: Ventinove. 16 maggio 1929, data della prima cerimonia. 270 erano presenti presso la sala principale dell'hotel Hollywood Roosevelt. Il costo del biglietto per presenziare era di 5 dollari. Non ci fu nessuna suspense per conoscere i vincitori dato che erano già stati annunciati 3 mesi prima (ma perchè?). Quest'anno gli invitati in sala saranno circa 1500.

W: World Wide. Quante persone invece nel 2014 vedranno la serata degli oscar comodamente da casa propria? C'è chi si è messo a calcolarlo e soprattutto ha voluto fare una competizione con la prossima finale di coppa del mondo in Brasile. L'anno scorso solo in America, videro la serata circa 43 milioni di persone (alla faccia del bicarbonato). Si dice che in totale, il range di spettatori mondiali, possa toccare tra il miliardo e i due miliardi, assumendo che il 15% del mondo lo veda.
Tuttavia ci sono paesi che non li trasmettono, altri che hanno fusi orari molto diversi (per noi saranno le 2 alla partenza e le 6 alla fine) etc... Perciò all'incirca si potrebbe stimare che gli oscar vengono visti da circa...700 milioni di persone. Che non è male.
La coppa del mondo invece? Bè quella la Cina se la guarda sempre con molto piacere e solo loro sono circa 715 milioni. Hanno vinto? Eh mi sa. In ogni caso, pensate di essere la seduti dentro il Dolby Theatre, o ancora peggio sul palco a presentare o ricevere un premio, e di colpo vi accorgete che il mondo vi sta guardando. Che ansia. Adesso capisco perchè ai Globes circola tutto quell'alcol.
X: Xanax. Il che porta allo Xanax in mancanza di vodka e gin. Sono parecchie le testimonianze di attori e attrici soprattutto, che ammettono di doversi calare flaconi di ansiolitici per reggere la pressione della serata. Oltre a questo vanno ricordate diete drastiche e miracolose per entrare nel vestito, sedute dal parrucchiere e dall'estetista che manco Dart Fener alla fine di Episodio III, palestra e doping da ciclisti professionisti. Tutto questo porta una vera e propria invasione a Los Angeles. Per circa due settimane la città cambia volto, diventa tirata e serissima, un'atmosfera da racconto dell'orrore.
Tutto questo trattamento per 8-9 minuti al massimo di riprese (e 2 milioni di foto circa). Jennifer Lawrence l'ha definita una vera e propria "tortura".

Y: You. Trovatelo voi la Y perchè proprio non mi viene echeccacchio!

Z: Zzzzzz. Io quest'anno me la dormo. Non le reggo 5 ore di ciance e poca ciccia. L'anno scorso facemmo il live della cerimonia ma fu una lenta lenta agonia. Di solito rimango sveglio fino alle 3-4 per la partite NBA, dove almeno c'è  un po' di movimento (e molta rabbia da tifoso Knicks) e soprattutto durano molto meno. Svegliarsi al mattino, il giorno dopo, e consumare il tasto FFW è un bel lusso.

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Buoni Oscar a tutti. Se volete mettere le vostre previsioni nei commenti, come l'anno scorso, fate pure.

1 commento:

  1. Stavo già per chiedervi se rweplicavate l'hangout dell'anno scorso quando sono arrivato alla Z :asd:

    oh, vi capisco, 4 ore sono oggettivamente troppe, tagliassero via tutte le minchiate e facessero durare la manifestanzione la metà..

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