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domenica 16 agosto 2015
Locarno 68 - Il meglio e il meno meglio di quest'anno
domenica 12 aprile 2015
L'importanza di Tarantino
Mi piace pensare alla Cultura come a un album di figurine. Si parte con tutte le pagine vuote e si inizia piano piano a coprire tutti gli spazi bianchi, partendo da argomenti che ci piacciono o ci interessano o cadono sotto i nostri occhi. Pensiamo al cinema, immaginiamo una ipotetica pagina/sezione/album con le figurine del cinema. Abbiamo appena visto un film francese della Nouvelle Vague, uno di Truffaut. A questo punto cercheremo di completare -se ci è piaciuto, chiaramente- la sezione Nouvelle Vague con tante altre figurine, muovendoci orizzontalmente, ovvero proseguendo con i film di Truffaut, o verticalmente, quindi passando a registi dello stesso genere o periodo (Godard, Chabrol), o diagonalmente, scegliendo di vedere un documentario su quel film, un remake, una pellicola che tratta la stessa tematica o una che non c'entra assolutamente nulla, ma che ha in comune la città in cui è stata girata o uno degli attori. Per non parlare della lettura di un libro o dell'ascolto di un disco. Ognuno traccia e percorre il percorso che preferisce.
giovedì 31 luglio 2014
Sharknado 2 - L'intervista a Anthony C. Ferrante, regista
Anthony C. Ferrante, esattamente oggi 30 luglio, compie gli anni (ma è impossibile scoprire in rete quanti) e per festeggiarli al meglio ha deciso di rilasciare una bella intervista a noi ragazzotti di Filmbuster(d)s.
Chi è Anthony C. Ferrante? E' il regista di Sharknado e Sharknado 2 - The Second One, in onda proprio questa notte sul canale americano SyFy Channel. Il primo capitolo divenne immediatamente un cult epocale, capace l'anno scorso di mandare in tilt Twitter -c'è chi parlò ironicamente della primavera araba americana- con centinaia di migliaia di tweet, tra cui quelli di Damon Lindeloff e di una Mia Farrow strabiliata. Ad un anno di distanza da quella folle serata, dove mise in ombra persino la premiere di Pacific Rim, vediamo com'è cambiata la sua vita e cosa ci può dire di questo secondo capitolo.
Il tornado di squali sta per tornare!
L'anno scorso intervistammo lo sceneggiatore, Thunder Levin, l'anno prossimo ppomettiamo Tara Reid)
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martedì 14 gennaio 2014
Speciale Oscar: la guida definitiva per la nottata 2014
O.S.C.A.R. (acronimo di Organizzazione Scout Collocamento Assistenza Ricercati), fu un'organizzazione dedita all'espatrio in Svizzera di ex prigionieri.
A grande richiesta (di una persona) ecco la nuova guida definitiva per la serata degli Oscar. Ma come, non era definitiva quella dell'anno scorso? Si, ma è come per le collector's edition dei DVD, avete presente? "Ecco l'edizione definitiva, non dovrete più comprare altro perchè questa è proprio l'ultimissima, quella con tutto tutto e per la quale vale la pena spender 20 euro!". Poi dopo due mesi ne esce una nuova con 2 minuti di extra in più e rende quella da noi appena comprata, vetusta e quasi inutile.
Divagazioni a parte, giovedì 16 sono state annunciate le nomination per gli Oscar 2014 ed i vincitori verranno proclamati in una cerimonia 'sobria' di 6 ore in data 2 marzo. Aspettandoci Sorrentino strafatto di cocaina che ritira il premio al ritmo di "Deng iu ollivud, aim so abbi tu bi hir", American Hustle che sbancherà facendo storcere il naso a molti e Leonardo Di Caprio che ancora una volta tornerà a casa a mani vuote (si consolerà con la solita super top model nel letto, poraccio) cerchiamo di arrivare preparati all'evento, magari con qualche bella chicca da sbandierare in faccia al proprio collega d'ufficio o al nonno che crede di saperla lunga e non vede un film dal 1938.
Anche quest'anno, andrò in ordine in base alle lettere dell'alfabeto (chi me l'ha fatto fare?).
Altri extra sull'Oscar: L'uomo che ispirò la statuetta, La guida definitiva numero 1, Johnny Stompanato AKA mister Lana Turner, AKA Oscar for a centimeters reason.
0-9: 12 anni schiavo è solo il terzo film in tutta la storia degli Oscar a essere candidato come miglior film dell'anno e a iniziare per numero. Gli altri due? Nel 1934 42th street (Quarantaduesima strada) e nel 2011 127 ore. Se dovesse vincere, bissando così il successo ai Golden Globes, diventerebbe il primissimo film della lista in ordine alfabetico dei vincitori degli Oscar. Ovviamente ci sono stati molti altri film con numeri nel titolo, Apollo 13, Twelve o'clock high (Cielo di fuoco), District 9, Miracolo sulla 34esima strada etc... ma nessuno ha vinto.
domenica 5 gennaio 2014
Speciale 2013 - Un anno con Filmbuster(d)s
Avete stilato le vostre top 10, top 5 o top 3? Ancora no? Non vi ricordate bene cosa è uscito e vi serve un ripasso? E noi cosa siamo qua a fare? Ecco per voi la prima edizione del "Dizionarione Filmbuster(d)s" ovvero il riassunto delle nostre recensioni in un unico volume con una grafica accattivante e un buon profumo.
Il perfetto regalo per ...ah no Natale è già passato. Bè il perfetto regalo per festeggiare le nostre 100 mila visite. Dite voi, è poco, diciamo noi, ehhhh si, però è qualcosa e le aspettavamo da tempo.
Il Dizionarione include tutte le recensioni dei film presenti qui sul blog, anche se non tutte sono complete -per esigenze di spazio abbiamo tagliato un po'-, per una lettura completa, vi rimandiamo al blog stesso dove le troverete complete. E non solo recensioni, ci sono anche speciali, uno sguardo al futuro e l'angolo dei morti (!). E c'è anche l'indice!
Mi raccomando, commentate, scaricate e fate girare. E ricordatevi che dal 7-8 gennaio attacchiamo con i Filmbuster(d)s Awards, dove noi stileremo i candidati a miglior film, miglior regista, migliori attori etc... ma poi VOI e solo voi deciderete i vincitori.
Ecco il link per scaricare e sfogliare.
martedì 26 novembre 2013
Frankenstein junior, ma non troppo - Lo speciale
Stasera, in molti cinema selezionati (quelli convenzionati con Nexo Digital) verrà proiettata la versione restaurata e digitalizzata di Frankenstein Junior, il capolavoro della commedia firmata sir Mel Brooks uscita 39 anni fa in America. Wow che periodo gli anni 70.
Si conclude oggi la speciale Frankenstein Junior week iniziata il 19 novembre con il
grande ritorno
del musical “mostruosamente divertente” omonimo, interpretato dal cast della Compagnia della Rancia, in scena al Teatro Brancaccio di Roma e in seguito in tutta Italia (controllate le date del tour) e proseguita il 20 novembre con l’uscita di “Frankenstein Junior – On stage Edition”, una nuova Edizione Limitata in Blu-ray e DVD che include anche un inedito speciale tratto dal backstage del musical. Festeggiamo anche noi allora, con un po' di curiosità sul film e i suoi interpreti.
Tirate fuori le vostre gobbe, andate in soffitta, sperate che arrivi il giusto fulmine, indossiamo lo smoking e la tuba e cantiamo in coro Puttin on the ritz!
Avete presente, sempre rimanendo in tema musicale, Walk this way degli Aerosmith? E' stata scritta e composta immediatamente dopo la visione di questo film. Steve Tyler e la sua band erano in pieno periodo lavorativo per il loro nuovo album ed erano giorni che non si prendevano una sosta. Una sera, stanchi e rimasti senza idee e fiato, se ne andarono al cinema per rilassarsi, ed in proiezione c'era proprio Frankenstein Junior. Tyler ebbe l'illuminazione alla frase "camini così - walk this way", quando Igor accompagna il dr. Frankenstein giù dalla scaletta della stazione. Il giorno dopo nacque una delle canzoni più celebri del gruppo. E pensare che Brooks la voleva togliere...
sabato 7 settembre 2013
The Grandmaster di Wong Kar-wai
Nelle sale dal 19 settembre.
“Wong Kar Wai has turned martial arts into a modern dance, The Grandmaster, arranged with both elegance and fury, left me mesmerized.”
Martin Scorsese*.
A volte capita. A volte succede che un film di genere, esca dal suo ristretto recinto, sfondi le pareti imposte dalle definizioni da dizionario del cinema, dai pregiudizi degli spettatori e dalle stesse regole del genere cui appartiene, e si elevi a qualcos'altro. A film d'autore, a capolavoro, ad Arte, con la a maiuscola.
Non accade spesso, i generi sono per definizione di un livello più basso, di serie B, ma qualcuno ogni tanto ci riesce. Terrence Malick con il suo La sottile linea rossa, ha posto l'asticella del genere guerra, ad un livello poetico. Kubrick ha rivoluzionato la fantascienza con 2001 Odissea nello spazio. Friedkin (eh mica posso sempre citare Kubrick) e L'esorcista hanno mandato in pensione un'intera epoca dell'horror. Leone ha definitivamente ammazzato il western con (uno spaghetti western e) l'ammazza west per eccellenza, C'era una volta il West, senza citare i suoi altri. Film di genere sicuramente, ma liberatisi dalle catene, scevri da qualsiasi definizione a parte quella di capolavoro.
Anche le arti marziali hanno avuto il loro Maestro, colui che le ha portate nell'olimpo del grande Cinema, colui che le ha sdoganate e che da filmettini per movie geek da videoteca, le ha portate all'attenzione del grande pubblico. Zhang Yimou ha realizzato tre quadri, tre affreschi, tre sublimi opere d'arte che hanno polverizzato il pregiudizio legato al film di kung fu. E poi è arrivato Wong Kar-wai e The Grandmaster.
Happy together (again at last)!
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martedì 3 settembre 2013
Due chiacchiere con Adriano Ercolani, un cinepatico a New York
Essere pagati per andare al cinema e scrivere di ciò che si è visto, non avere orari fissi, incontrare celebrità e attori tra i migliori al mondo e, come se non bastasse, vivere a New York City. E' il sogno di tutti. Un sogno irrealizzabile? No, qualcuno ci è riuscito e ci spiega come ci è arrivato e com'è vivere questo sogno ogni giorno.
Adriano Ercolani molti di voi lo conosceranno già molto bene, sia come personaggio televisivo, sia come amico e consigliere fidato sui social network. Ho deciso di fargli un paio di domande perché rappresenta, senza esagerare, un modello di vita per tutti noi blogger di cinema o semplicemente appassionati di cinema e di scrittura.
Una veloce intervista -Adriano è impegnatissimo tra festival, prime visioni, viaggi da una parte e dall'altra dell'America- sul suo passato italiano, il suo presente newyorkese e il nostro futuro cinematografico.
Oltre a collaborare per diverse riviste online e siti di cinema, Adriano ha anche un blog personale, La Fiamma del Peccato e può essere "importunato" su Twitter (@AdrianoErcolani) e su Facebook per ulteriori approfondimenti.
-Ho iniziato a seguirti quando eri ancora ai Cinepatici con Donzelli e Gironi, -oddio sembra passata una vita- eri un po' l'ospite/extra critico, da quel momento cosa è successo? Ed intendo proprio a te, eri a Roma e adesso sei da un pò a New York, come ci sei arrivato? E quindi, qual'è la tua carriera, i tuoi studi, come si diventa come te? moltissimi se lo chiedono e magari te lo chiedono. Ma poi, i Cinepatici sparirono da Coming Soon, perchè? Era un ottima trasmissione, come le tante che c'erano su quel canale.
martedì 13 agosto 2013
Conversazione con Jacqueline Bisset "Quanto si mangia bene sul set!" - Locarno 66
"Non ero una modella seria, lo feci solo per poter mangiare" inizia con questa correzione la conversazione con Jacqueline Bisset (per i maniaci della pronuncia è BisseT con la t dura, quindi non alla francese), e il cibo tornerà spesso nei ricordi dell'attrice inglese.
All'età di ... non si dice, è ancora una donna bellissima. Nessun ritocco, almeno visibile, due occhi che ancora stregano e tanta tanta classe. Ed è proprio per questo che molte cose che dice non te le aspetteresti mai da una così.
Iniziò a Londra, appunto come semi modella, un paio di foto con dei maglioni e aveva già recuperato i soldi necessari per fare la scuola di recitazione. Proprio tra le strade della capitale inglese conobbe Roman Polanski che stava dirigendo Repulsion. Un giorno vide per strada Catherine Deneuve che vagava senza metà, spenta, sembrava una poveraccia. Molto bella e molto triste. Solo dopo capì che si trattava di un film e Roman era nascosto da qualche parte con la cinepresa.
Il regista polacco ad una cena le disse "Dovresti fare l'attrice, sei molto introversa" ovvero l'esatto opposto che le aveva detto il suo insegnante, "Sei moto estroversa, dovresti fare l'attrice". Con Polanski girò Cul de sac, sperduti tra le valli scozzesi con un pub che non chiudeva mai e la troupe sempre alticcia. "Regista favoloso, un occhio e un talento incredibile" i ricordi di Jacqueline. Ma qual'era la cosa migliore del film? Il cibo gratis.
Per poterlo girare la portarono da un dietologo perchè "troppo grassa"... Perse cinque chili e probabilmente andò sotto lo zero di peso. Ricorda che quando era sul set di Due per la strada, di Stanley Donen, la sua seconda particina, era una gioia poter fare la pausa pranzo. Vino, formaggi, tutti prodotti tipici francesi. "Ecco la grande differenza tra il cinema europeo e quello americano. Qui la pausa pranzo è sacra, mentre in America si mangia molto male e velocemente. Anche se ultimamente stanno migliorando e si mangia molto meglio".
All'età di ... non si dice, è ancora una donna bellissima. Nessun ritocco, almeno visibile, due occhi che ancora stregano e tanta tanta classe. Ed è proprio per questo che molte cose che dice non te le aspetteresti mai da una così.
Iniziò a Londra, appunto come semi modella, un paio di foto con dei maglioni e aveva già recuperato i soldi necessari per fare la scuola di recitazione. Proprio tra le strade della capitale inglese conobbe Roman Polanski che stava dirigendo Repulsion. Un giorno vide per strada Catherine Deneuve che vagava senza metà, spenta, sembrava una poveraccia. Molto bella e molto triste. Solo dopo capì che si trattava di un film e Roman era nascosto da qualche parte con la cinepresa.
Il regista polacco ad una cena le disse "Dovresti fare l'attrice, sei molto introversa" ovvero l'esatto opposto che le aveva detto il suo insegnante, "Sei moto estroversa, dovresti fare l'attrice". Con Polanski girò Cul de sac, sperduti tra le valli scozzesi con un pub che non chiudeva mai e la troupe sempre alticcia. "Regista favoloso, un occhio e un talento incredibile" i ricordi di Jacqueline. Ma qual'era la cosa migliore del film? Il cibo gratis.
Per poterlo girare la portarono da un dietologo perchè "troppo grassa"... Perse cinque chili e probabilmente andò sotto lo zero di peso. Ricorda che quando era sul set di Due per la strada, di Stanley Donen, la sua seconda particina, era una gioia poter fare la pausa pranzo. Vino, formaggi, tutti prodotti tipici francesi. "Ecco la grande differenza tra il cinema europeo e quello americano. Qui la pausa pranzo è sacra, mentre in America si mangia molto male e velocemente. Anche se ultimamente stanno migliorando e si mangia molto meglio".
domenica 11 agosto 2013
A Locarno sono arrivate le dive - Faye Dunaway e Anna Karina
Pranzo con Faye Dunaway e cena con Anna Karina. Niente male come programma. Nella giornata del 9 agosto, sono arrivate a Locarno due dive con la D maiuscola. Due esponenti, due volti di due mondi cinematografici totalmente differenti. Una bionda e l'altra mora, una americana e l'altra francese, una cresciuta con il metodo di Strasberg e Stanislavksij e una co-fondatrice della Nouvelle Vague, una è una creatura da palcoscenico ancora oggi e l'altra quasi una bambina, timida e fragile. Faye Dunaway e Anna Karina non potrebbero essere più diverse.
Ore 10.30 Conversazione con miss Faye Dunaway. Tutte le dive però, si sa, si fanno aspettare e la mitica Bonny di Gangster Story si è presentata con un piccolo ritardo di 90 minuti (per non so quale motivo). Bodyguard al seguito (un vero pirla, lasciatemelo dire), radiosa, attenta alle luci, a che lato mostrare ai fotografi, ha sollevato uno scroscio di applausi di un pubblico per nulla deluso dalla lunga attesa.
Durante la lunga intervista condotta da Carlo Chatrian, sono stati toccati diversi punti della sua carriera. Si è partiti come di consueto dall'infanzia, passata tra la campagna e i prati della Florida, un elemento che l'ha avvicinata molto proprio al personaggio di Bonny Parker, per poi passare ai primi passi in teatro, insieme niente meno che a Marlon Brando, definito "divino".
Tanti gli uomini nella sua carriera e tutti o quasi talenti irraggiungibili nella storia del cinema. Primo di tutti Warren Beatty, ovvero Clyde, che assemblò pezzo per pezzo Gangster story, scegliendo regista, sceneggiatore, interpreti. "Warren era un uomo molto affascinante, oltre che un bravissimo attore, ma la cosa che lo rende davvero seduttivo è l'intelligenza". Poi Lumet e il nuovo modo di fare cinema, fatto di ritmi alti, dialoghi serrati, "sennò perdi il pubblico. Adesso ad esempio un maestro in questo senso è David Fincher. Lo adoro, ho visto Zodiac 21 volte e prendo sempre nota con un taccuino".
Appunti per la sua nuova professione. Infatti vuole diventare regista e portare finalmente su grande schermo il film su un personaggio che lei ama moltissimo, Maria Callas. Un progetto nato anni fa, quando a teatro interpretò una pièce ispirata alle lezioni americane tenute dalla cantante. "Ho accettato di interpretarlo solo a patto che mi venisse concessa la possibilità di comprare i diritti, non per avere il controllo assoluto, ma per scegliere il giusto team. Lo studio ha bloccato tutto. A volte prendono decisioni terribili, perciò ho acquisito i diritti con i miei soldi".
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venerdì 9 agosto 2013
Tra lirica e imitazioni di gatto Silvestro, la conversazione con Christopher Lee - Locarno66
Neanche la pioggia può fermare uno come sir Christopher Lee. Oltre 200 film all'attivo in cui è stato di volta in volta, il re dell'horror (anche se lui non ama questa definizione), uno dei cattivi più memorabili della saga di James Bond, Scaramanga, l'uomo dalla pistola d'oro, il conte Dooku di Star Wars e Saruman de Il signore degli anelli, due delle saghe più amate del nuovo millennio, Fu Manchu, Mohammed Ali Jinnah, Rochefort, Dracula e questi non sono solo che alcuni dei suoi ruoli più celebri, all'interno di una carriera iniziata ben 67 anni fa.
E se questo non dovesse bastare, è stato uno degli ospiti di maggiore successo nella storia del Saturday Night Live, ha prestato la sua voce a molti videogiochi e si è persino buttato nella lirica per rinascere oggi come cantante heavy metal con due dischi all'attivo.
"Sorprendere sempre il proprio pubblico" così ha detto oggi ad un pubblico divertito e appunto sorpreso dalla mille facce di un artista eterno. Nell'intervista "condotta" da Emmnauel Burdeau senza una struttura precisa (o meglio, c'era ma è saltata presto davanti agli aneddoti di sir Lee), l'attore inglese si è lasciato andare ai ricordi più spassionati legati ai suoi film e ai suoi colleghi.
Come Peter Cushing, con cui ha lavorato in decine di film, attore e persona formidabile, "sapeva prepararsi la pipa, leggere il giornale, recitare e bere il te nello stesso momento, senza nessuna difficoltà" ricorda Lee "ma aveva anche un piccolo difetto. Pronunciava le T in modo molto marcato. Io lo prendevo spesso in giro ma lui non se ne accorgeva mai". Un'amicizia durata decenni e coronata da tanti scherzetti come quando Lee chiamava spesso Cushing al telefono imitando di volta in volta diversi personaggi dei cartoons, da Silvestro a Yosemite Sam (riproposti al momento e ancora molto somiglianti).
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venerdì 12 luglio 2013
Speciale Sharknado: Lo squal(l)o(re) estivo.
In occasione dell'uscita del film del secolo, Sharknado (ne parlo sotto e spero di recensirlo a breve), proponiamo ora uno speciale sui "migliori" e più bizzarri film sugli squali mai prodotti.
Lo so cosa state pensando; adesso parlerai di Shark Night 3D o Bait o Deep Blue Sea o ancora Shark 3D finito al festival di Venezia chissà come. No, questi sono dei film troppo mainstream in confronto, questi sono stati discussi e accolti dalla critica internazionale (chi male, chi male), sono film anche abbastanza banali, con il solito squaletto e nulla più. No, in questo speciale si parlerà dei pesi massimi, dei colossi, di quei film con squali così ... diversi, da lasciare inermi davanti alla fantasia dell'essere umano.
Spielberg "inventò" il genere nel 1975 con il suo capolavoro Lo squalo ma ne lui ne nessun alto si sarebbero potuti aspettare il livello a cui siamo arrivati oggi. Ci serve una barca mooolto più grossa!
Direi di partire proprio da lui, Sharknado appena andato in onda, l'11 luglio sul canale americano SyFy
(quindi reperibile a breve sul vasto illegale mondo dell'internet). Che diavolo vuol dire Sharknado? Fino a Shark ci arriviamo tutti ma -nado? Uno squalo tornado o un tornado fatto di squali? Non siamo ridicoli su. La seconda, si si, è quella corretta. Il regista Anthony C. Ferrante e lo sceneggiatore Thunder Levin se ne sono usciti con l'idea del secolo. Dietro tutto ciò c'è l'Asylum, la casa di produzione di mockbuster capace di regalarci già capilavori come
Titanic 2, Transphormers, Zombie apocalypse.
Non credo serva aggiungere altro. Per ora vi lascio il trailer, il link all'intervista allo sceneggiatore, Levin (aspettando quella a Ferrante, a breve), e una foto di Mia Farrow che guarda Sharknado.
E non sapete il meglio, lasciate perdere il tornado fatto di squali, c'è Tara Reid!
Nei prossimi giorni dovrei riuscire a vederlo e posterò la mia opinione a riguardo. Intanto fate un giro su Twitter, la gente sta letteralmente impazzendo.
giovedì 11 luglio 2013
Speciale Sharknado. L'intervista allo sceneggiatore, Thunder Levin
Ieri sera (11 luglio) in diretta nazionale americana, sul canale SyFy è andato in onda il film evento dell'anno; Sharknado (recensione). Di cosa si tratta? Un tornado fatto di squali che colpisce la città di Los Angeles. Qui e in fondo il trailer. Si, è l'ultima produzione della Asylum. Per parlare di mockbusters, Asylum, squali, denunce, Game of thrones, Michael Bay e processi creativi, abbiamo intervistato lo sceneggiatore del film, Thunder Levin. Dedicato a Tomas Mascali (RIP).
Non perdetevi lo speciale sugli Shark Movie più pazzi di tutti i tempi.
Non perdetevi lo speciale sugli Shark Movie più pazzi di tutti i tempi.
-Allora... Sharknado, come diavolo ti è venuta un'idea simile?
Bè ci sono stati molti casi riportati di pesci caduti dal cielo. Noi siamo solo arrivati alla sua "logica" conclusione. ( ES: http://www.dailymail.co.uk/news/article-1254812/Hundreds-fish-fall-sky-remote-Australian-town-Lajamanu.html)
-Dopo una creatura metà piovra e metà squalo, uno squalo a due teste e un megashark, ora uno Sharknado, abbiamo raggiunto il limite? Cosa si può fare oltre?
E' finita. Questa è la fine. Non ci possono più essere film sugli squali. Infatti, mi spiace, ma credo non si faranno mai più film, in generale.
-Hai già visto il film? Cosa ne pensi? Ferrante (regista ndr) ha fatto un buon lavoro? E Tara Reid com'è?
Veramente sto aspettando ancora di vederlo come tutti gli altri. Ma dalle clip sembra grandioso! Ogni volta che incontravo Anthony (Ferrante) nei corridoi della Asylum mi mormorava "Cosa mi hai fatto fare?!". Ma alla fine sembra aver aggiunto ancora più pazzia in cima al mio già folle copione, perciò non vedo proprio l'ora.
martedì 18 giugno 2013
Il diavolo è tornato, al cinema.
Speciale 40esimo anniversario de L'esorcista (1973-2013)
Per festeggiare il compleanno di questo filmazzo, capace ancora oggi di spaventare, inquietare e far star male, ecco 40 e dico 40 curiosità, che molto probabilmente non sapete e che vi renderanno la visione al cinema (o a casa) molto più piacevole e intrigante. Godetevele sono senza spoiler.
40- Inizio regalandovi un sunto della recensione negativa che fece Elio Maraone (un super cagacazzi), critico cinematografico per il quotidiano L'Avvenire il 24 settembre 1974, il giorno dopo la prima per i soli giornalisti. Come certamente saprete L'Avvenire è un giornale che adora i film con il diavolo.
"Il regista sembra aver imboccato, dopo un buon inizio, la lucrosa strada dei "supercolossal", Mai però si era prestato a un'opera così schiava del mercato e destituita di senso. A meno che il film non sia una metafora dell'America del Watergate e del cattivo Nixon da esorcizzare [...] ma il finale è troppo ambiguo per una simile interpretazione. Sembra che il regista voglia dire più volte che se facciamo errori la colpa non è nostra ma del diavolo. Punta tutto su effettacci come vomito verde e occhi che strabuzzano o comunque su un turpiloquio di bestemmie, elementi lontani dall'obbiettivo ricercato da molti horror". E meno male!
39- Ellen Burstyn accettò di prendere parte al film a condizione che venisse tolta la linea di dialogo del suo personaggio "Io credo nel diavolo!". I produttori acconsentirono.
38- John Boorman avrebbe dovuto dirigere il film ma rifiutò perchè lo riteneva troppo crudele nei confronti dei bambini. Diresse però L'esorcista II - L'eretico. Ah i soldi e il successo....
37- Audrey Hepburn sarebbe dovuta essere Chris MacNeal, la mamma di Regan. Era la prima scelta di Friedkin e i produttori erano pienamente d'accordo, ma Audrey aveva una sola condizione, che il film si girasse a Roma. Anche Jane Fonda e Shirley MacLaine (il personaggio di Chris era basato su di lei) vennero provinate. Anne Bancroft invece rifiutò perchè nel primo mese di gravidanza.
36- Mercedes McCambridge è la voce del demone che possiede Regan. Prima fece causa alla Warner Bros per averla messa nei crediti, poi cambiò idea. Non voleva essere menzionata perchè la Blair era candidata all'Oscar e sapere che non era lei a fare la voce del demone avrebbe cancellato le sue chances di vincere, e fu così infatti.
35- La versione che vedrete al cinema e che trovate ora in DVD e Blu Ray è diversa da quella originale del 1973. Oggi siamo molto fortunati e possiamo goderci la Extended version o Director's Cut che dir si voglia, contenente la famosa camminata del ragno di Regan sulle scale e alcuni frammenti, inserti, nella pellicola che mostrano, fra le altre cose, il volto del demone. Con altre scene estese o tagliate, si raggiungono 10 minuti circa extra.
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William Friedkin
domenica 20 gennaio 2013
Lo speciale. Django: uno, nessuno e centomila.
"Django!/ Django, now your love has gone away. /Once you loved her, whoa-oh... /Now you've lost her, whoa-oh-oh-oh.../But you've lost her for-ever, Django". Louis Bacalov featuring Rocky Roberts.
Gli inglesi hanno James Bond, i giapponesi Godzilla, gli americani ...bè loro ne hanno anche troppi, i francesi hanno Angelica e molti altri, gli italiani hanno Django. Numericamente -ovvero per numero di capitoli dedicatigli- non ha rivali. Qualunque pessimo regista ci ha provato, qualunque pessimo attore o macchietta ce lo ritroverete dentro, qualsiasi pessimo sceneggiatore ha voluto dire la sua. E così Django è cresciuto e ha varcato i confini italiani per finire persino nell'estremo oriente ed oggi nell'America di Tarantino.
Quanti Django esistono? Difficile dirlo, sono come la muffa, ma in questo speciale tenteremo di ritrovarli tutti, persino i suoi cugini di terzo grado e persino quelli in cui non c'è Django.
"-E in principio fu Corbucci".
1966, in Italia è scoppiata una moda, un caso, un genere. Da ormai due anni Sergio Leone ha dato il la allo spaghetti western -facendo subito uscire i suoi film da questa denominazione-, termine dato dagli americani, ovvero il western all'italiana. E' un genere semplice; non servono molti soldi, non servono grandi attori e la sceneggiatura si può scrivere in poche ore. Eppure il pubblico ne va pazzo e ne chiede sempre più.
Il western all'italiana è molto diverso da quello americano d'epoca, ormai antico. Effettivamente è più brutto e più sporco, meno fine ma è proprio questo il suo fascino. Però appunto, dovete dimenticare Leone e la sua trilogia del dollaro perchè dobbiamo scendere in un universo sconosciuto e tetro da cui non è facile fare ritorno, fatto di registi svogliati, paesaggi spagnoli e parecchi litigi oltre che mille versioni diverse riguardo qualsiasi scena. Ognuno ha il suo ricordo e guai dire il contrario.
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