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venerdì 23 novembre 2012

Dracula 3D di Dario Argento

Nelle sale dal 22 ottobre
Visto in versione 2D
 
Prima alcune doverose premesse. Cominciamo dal regista, Dario Argento, il maestro del brivido, con lui ho mosso i miei primi passi (letteralmente, perché ho cominciato molto piccolo proprio con Profondo Rosso) nel mondo del cinema horror. Poi sono cresciuto, anagraficamente e come spettatore, ma la passione per sangue, frattaglie e guanti di pelle nera è rimasta, e così col tempo ho conosciuto e approfondito registi come Lucio Fulci, Riccardo Freda, Antonio Margheriti e Mario Bava, che ad oggi è ancora uno dei miei preferiti. Ma mentre io crescevo, il cinema di Argento rimaneva ben fermo dove stava, idee e stilemi degli anni '70 riciclati senza vergogna, sceneggiature approssimative, interpretazioni che gridano vendetta (e con interpretazioni intendo per il 90% Asia Argento), ridoppiaggi che gridano vendetta ancora più forte... Insomma un porcaio, si passa da disastri pretenziosi come La Sindrome di Stendhal a veri e propri abomini come Non ho sonno, forse una delle migliori commedie italiane degli ultimi 20 anni. Dopo un film del genere chiunque avrebbe cambiato nome e sarebbe sparito dalla circolazione, e invece no, Argento continua imperterrito la sua discesa nel baratro, mentre intorno a lui una folla ancora incredibilmente ricca di ammiratori accoglie a braccia aperte ogni nuovo abominio. E quindi largo a schifezze come Il Cartaio, La Terza Madre e Giallo, un film rimasto in ballo per mesi perché nessuno aveva il coraggio di distribuire l'ennesima fatica del Maestro, mentre contemporaneamente Adrien Brody era impegnato a fare causa alla produzione perché non era ancora stato pagato. Ma almeno si ride, e pure piuttosto forte, però ogni volta, mentre cerco disperatamente di riprendere fiato, ripenso ai suoi primissimi film e mi chiedo: cos'è andato storto ? Sono stati dei casi fortunati (non proprio tutti eh) ? Argento è stato colto da una precocissima senilità ? Oppure quel poco di talento che c'era si è adagiato su una formula vincente senza sapersi rinnovare ? Non mi è dato saperlo e nemmeno mi interessa più.
L'altra premessa era la questione Dracula, ma visto che mi sono dilungato abbastanza mi collego direttamente alla trama e colgo due piccioni con una fava. Nel 2012, quando i vampiri ci sono stati riproposti in tutte le salse e le variazioni possibili, ha ancora senso uscirsene con l'ennesimo film sul papà di tutti i succhia sangue ? 7 film della Universal tra il 1931 e il 1948, 9 film della Hammer dal 1958 al 1974, senza contare tutta una serie di apocrifi, parodie e altri casi isolati, come il celeberrimo adattamento di Francis Ford Coppola.
E cosa tirano fuori Argento e gli altri tre sceneggiatori ? Niente, ambientano tutta la storia a Passburg (siamo in Germania ? Pare di si) e trasformano Jonathan Harker in un bibliotecario. Dracula lo assume per sistemare la biblioteca di famiglia e intanto terrorizza gli abitanti del luogo, finché ovviamente non compare Mina e succede quello che deve succedere.
Mi direte voi “A chi interessa la trama di un horror di Dario Argento ?”, e avete ragione, a nessuno sano di mente, quindi vado dritto al punto: Dracula 3D è una delusione in tutti i sensi, lo è stato per me, che mi aspettavo un trash involontario esilarante, e lo sarà per molti altri che andranno al cinema sperando in una festa di frattaglie e violenza, perché Dracula 3D è semplicemente noioso. La dose di effettacci splatter per esempio non va oltre il livello a cui ci hanno abituato gli horror indipendenti italiani degli ultimi anni, e il ritmo non aiuta per niente, al punto che tra una risata e l'altra è una vera impresa trattenere gli sbadigli, o il sonno, come nel caso degli altri 4 spettatori nella mia sala.
Allora passiamo alle cose importanti, le risate. Purtroppo sono una rarità, soprattutto perché le scene veramente significative sono quelle che abbiamo già visto decine di volte nei trailer e nelle clip che circolano da mesi su internet (ricorderete tutti il troiler, quella cosa grezzissima senza post-produzione che mostrava persino il finale del film). Quello che balza subito all'occhio è una computer grafica imbarazzante e tremendamente invasiva, ci sono mosche, calabroni, ragni, ragnatele, gufi, lupi e intere stazioni ferroviarie ricreate nel peggiore dei modi, si tratta di fotogrammi davanti a cui è davvero impossibile rimanere seri. E poi c'è una delle apparizioni più attese, la mantide gigante, che però colpisce soprattutto per il suo essere completamente fuori luogo.
Subito dopo vengono regia e fotografia. Con l'eccezione di qualche scena particolarmente dinamica le inquadrature sono praticamente tutte identiche: piano americano di due personaggi ripresi di profilo mentre parlano, e quanto parlano... il solito concentrato di didascalismo e teatralità.
La fotografia condisce tutto alla perfezione, è così brutta che le scenografie reali sembrano degli sfondi digitali, e la luce è usata in modo così strano che gli elementi della scena sembrano appiccicati sgraziatamente su questi sfondi terribili. Probabilmente la cosa dipende dal fatto che il film è studiato per essere proiettato in 3D, ma il risultato è talmente antiestetico che si sposa alla perfezione con tutto il resto
Nel mucchio ci metto anche la solita Asia Argento, che insiste a recitare con la bocca piena di minestra, e un paio di topless talmente goffi e gratuiti che sembrano prelevati di peso da un film porno di quart'ordine, come le musiche di Simonetti.
Tirando le somme, Dracula è un disastro, ma non il disastro che mi sarei aspettato, se non fosse per questo incomprensibile abuso di CG potrebbe essere considerato addirittura un passo avanti rispetto agli ultimi due lavori di Argento. E' pessimo ma non per le solite ragioni. Ecco, si potrebbe persino dire che lo stile di Argento ha subito una svolta, le nuove tecnologie gli hanno offerto nuovi entusiasmanti modi di fare pessimo cinema.
E potrei fermarmi qui, perché non c'è molto altro da dire e perché è sempre piuttosto difficile parlare in maniera costruttiva di pellicole del genere, però ci tenevo a riportare alla memoria un'intervista che risale a quando Dracula 3D era ancora in fase di produzione. Ricordo che in quell'occasione uno dei giornalisti quasi sghignazzando chiese ad Argento cosa ne pensava del Dracula di Francis Ford Coppola e in cosa sarebbe stata diversa la sua versione, e lui si limitò a rispondere con un sorrisetto complice e un'aria di superiorità. Ecco, quel momento mi fece particolarmente schifo.

PS: Il fatto che il sottoscritto e Il Monco non siano stati accettati come comparse in questo film non ha influenzato il giudizio complessivo, ma il dolore ci lacera l'anima.

Presto chiudetela!

sabato 21 luglio 2012

La leggenda del cacciatore di vampiri di Timur Bekmambetov

In sala dal 20 luglio, anche in 3D.
Questo è uno di quei titoli tradotti in italiano che perde completamente appeal e gusto. Letto così, davanti agli schermi delle sale, in coda per scegliere cosa andare a vedere, nessuno gli darebbe due lire. Il solito film sui vampiri. E invece no, almeno sulla carta perchè trattasi di Abraham Lincoln: Vampire Hunter, ovvero il sedicesimo presidente degli stati uniti a caccia dei succhiasangue. E già le cose stuzzicano di più.
Non è una novità, anzi si potrebbe parlare di moda negli ultimi anni, quella cioè di mischiare l'horror con famosi personaggi, reali o inventati, della storia. C'è chi l'ha messa evidentemente sul trash, come la TROMA, paladina del genere, con il suo celeberrimo Jesus Christ Vampires Hunter, dove il figlio di Dio torna sulla terra per salvarci da vampiresse lesbiche, o sempre rimanendo in tema Lincoln, il nuovo di pacca Abraham Lincoln vs. Zombies (dev'essere l'anno dell'onesto Abe). Chi l'ha messa in maniera ironica senza eccedere nel becero come Don Coscarelli, che ha trasposto il racconto di Lansdale, Bubba Ho-tep, in un film dove Elvis è ancora vivo ed è un anziano in una casa di riposo che si ritrova a combattere contro una mummia. E la lista potrebbe continuare, anzi, già dare uno sguardo al futuro, con l'annunciata trasposizione dell'omonimo romanzo di Seth Grahame-Smith Orgoglio e pregiudizio e zombie, ovvero il romando della Austen intriso però di kung fu e non morti. 
Per ora ci cucchiamo questo (sceneggiato proprio da Grahame-Smith), dove un giovane Abraham Lincoln, non ancora presidente, si trova a combattere contro i principi delle tenebre. Una notte infatti, il nostro Abe, viene attaccato da un uomo dotato di una forza bruta e una agilità animalesca. Sembra spacciato ma viene salvato da Henry Sturges, che gli rivela che quell'ossesso non era altro che un vampiro vero e proprio. Henry lo addestra alla difesa e alla caccia di essi, molto presenti sul suolo americano, e mentre di giorno lavora in una bottega, di notte corre a staccare teste con la sua fedele ascia d'argento.
Tra combattimenti vari, dopo la scoperta che l'amico Henry è anch'esso un vampiro, decide di smettere e dedicarsi alla vita politica. Diventa presidente degli Stati Uniti e redige la proclamazione dell'emancipazione. Però gli schiavi sono molto importanti per i vampiri che li usano come cibo e questo non va loro giù, tanto da allearsi coi sudisti nella guerra di secessione. Ecco che il presidente Lincoln dovrà salvare la sua amata nazione da un nemico ben più temibile della schiavitù.
La leggenda de... è qualcosa che non ti aspetti. Un personaggio, un icona come Lincoln, che accetta dei vampiri, tse, sarà una cazzata. No, perchè l'intento di Bekmambetov è quello di rimanere il più possibile seri e se gli si concede ciò, se si accetta questo patto di finzione, si possono passare 100 minuti di discreto intrattenimento. Astenersi chi vuole una vaccata pieno di humour o gag di basso livello, ma certo, astenersi anche quegli appassionati di storia che si sentiranno insultati da quello che vedranno.
A proposito di esperti di, in questo caso vampiri. Anche in questo caso si ridefiniscono le leggi e le regole che li definiscono. Prima di tutto possono vagare liberi alla luce del sole, ecco, magari con un paio di occhialetti da sole à la page. Secondo sono fortissimi e velocissimi, tanto da sparire alla vista (una cosa che non capirò mai, cosa li renderebbe superdotati?). E terzo, non possono uccidersi a vicenda, un'aspetto molto importante verso fine film.
Siamo dalle parti di un Burton (qui produttore maddai!) in epoca Sleepy Hollow, di cui magari il film cerca di rubare un pò di atmosfera, ma con una sceneggiatura e un impalcatura più rigida e però anche più impacciata. Grahame-Smith (che ha curato la scrittura anche di Dark Shadows, sempre di Burton) è di sicuro un creativo con idee piuttosto particolari, non rivoluzionarie, a cui manca ancora un pò di pratica, e magari un grande regista, prima di sfornare un vero cult. Però siamo sulla buona strada. Il mix di veri fatti storici e trovate da slasher non sono per nulla male, bisognerebbe solo sfruttarle il meglio possibile. Esempio lampante il finale, notevole e curioso. 
Bekmambetov da parte sua invece è un uomo indecifrabile. Impossibile bocciare in pieno i suoi lavori, ma impossibile salvarli da bordate più che meritate. Qui è per la prima volta alle prese con il 3D (presente poco e come "livellatore" e in qualche scena concitata o paesaggistica) e non sembra voler esagerarne l'uso o la qualità, cosa che invece fa con il rallenty, suo fedele alleato, usato in maniera più che fastidiosa. Insomma, con un materiale simile, forse era meglio essere più coraggiosi, in generale. 
Nel cast non spicca nessuno. Benjamin Walker assomiglia il giusto a Lincoln ma di certo non ha la sua enfasi o possenza. Dominic Cooper si trova parecchio a suo agio in costumi d'epoca e belle donne, ma non cambia mai espressione. Mary Elizabeth Winstead (la moglie di Linki) sta purtroppo prendendo la brutta china dei film horror adolescenziali, e seppur sempre tanto carina, la vorremmo in ben altri lavori.
In definitva La leggenda de... è un film che si lascia guardare, ma che passata la prima sorpresa per la storia, può perdere un pò di mordente, trasformandosi nel classico horror-vampire. Tutto sommato però è gradevole, anche se il Lincoln che più aspettiamo è quello di Spielberg, in uscita, pare, il 16 novembre in USA, e che tra i tre addirittura film dedicati al presidente nel solo 2012, dovrebbe essere quello più meritevole. Si spera.

Voto: 6 politico o presidenziale.

Nota: C'è anche un quarto film su Lincoln in produzione http://www.comingsoon.it/​News_Articoli/News/Page/​?Key=15172