sabato 22 dicembre 2012

Il bianco e il nero #28: Lo special natalizio è qui!

Paulette Goddard sarebbe un bel regalo per Natale
"It's that time of the year again".

Si è di nuovo quel periodo dell'anno. E' Natale, siamo tutti più buoni e tutti più ipocriti. Per quanto mi riguarda sono stato per anni un fervente sostenitore della bellezza e della gioisità del Natale -come festa commerciale e non religiosa, chiaro-; i regali, il clima, l'albero, la tradizione. Poi ho piano piano lasciato perdere e il mio spirito natalizio è morto miseramente quest'anno, maledetta crisi.
L'unica tradizione che ancora seguo è quella di alzarmi presto per vedermi Il canto di Natale versione Muppet, ma ormai è da qualche anno che, o lo hanno spostato o hanno deciso di non trasmetterlo più (preferendo in alcuni casi Stanlio e Ollio o in altri il solito Il grande dittatore di Chaplin). Questo però mi ha fatto venire in mente un argomento per il nuovo segmento della rubrica in uscita proprio il giorno della vigilia. Una top 5 (+1) di film natalizi da consigliare a chi non li ha mai visti e da rispolverare per chi non li vede da tanto o è alla ricerca di una bella storia perfetta per il post cenone/pranzone. E magari fare bella figura coi parenti, "Ue nonno, ma lo sai che questo film qua, lo hanno fato d'estate al posto che di Natale? Adesso mi sganci altri due centomila, che sono stato bravo?".
Come già fatto per lo speciale di Halloween, sono film scelti secondo qualche criterio: - devono essere sul Natale (maddai!) e quindi in qualche modo ci deve rientrare. O anche no, ma sono storie che si prestano al nostro stato d'animo tanto caritatevole di queste 24 ore. -Bianco e nero, chiaramente, quindi film di un certo periodo. -Perciò, per rispondere anche a mio cugino, niente Mamma ho perso l'aereo o Una poltrona per due o Chi più spende... più guadagna!, ovvero i classici Mediaset. -Il che non mi vieta di mettere classiconi già visti e rivisti e ri rivisti.
E a proposito, proprio perchè sono talmente conosciuti a memoria, non starò qui a fare un riassunto della trama o a esporre lungamente i motivi per cui li ho messi, ma mi limiterò, come mio solito, a spararvi qualche bella chicca che li riguarda; dietro le quinte, curiosità, fatti storici. E quindi partiamo, e buon Natale.
-"La Vita È Meravigliosa (It's a Wonderful Life)" di Frank Capra (1946).
Questo non solo è uno dei più bei film natalizi e uno dei miei preferiti, ma è anche uno dei più belli di tutti i tempi anche fuori dal periodo natalizio. Ancora oggi, che lo conosco a memoria, non posso fare a meno di zampillare lacrimoni quando arriva la fine. Ogni volta mi commuovo per il povero George Bailey e mi innamoro di Mary Hatch alla quale andrei a prendere si quella luna, se la vuole.
E avete presente il terribile Henry F. Potter, il cattivone della situazione? Bè ha ispirato niente meno che il maghetto più famoso della storia del cinema, ma con quel nome forse ci arrivavate anche da soli. Si, Harry Potter non è un ciccione irsuto e sempre incazzato, ma J. K. Rowling gli ha "rubato" il nome e ha preso un particolare della carozzella dove sta il voluminoso Henry e l'ha messa sulla fronte di Harry, ovvero una saetta.Una saetta è anche il braccio di Donna Reed (Mary) quando con un sasso riesce a rompere un vetro della casa abbandonata. Capra, il regista, assunse un tiratore provetto per sosituirla nel tiro, ma Donna centrò in pieno la finestra al primo colpo. D'altronde aveva giocato a baseball in gioventù e si era già "fatta" il braccio.Nonostante il messaggio finale sia chiaro e gioioso, l'FBI ai tempi ci vide un "chiaro(?!)" riferimento alla dottrina comunista. Il film si permette di dire che i banchieri sono il male. Un memo del bureau venne fatto trovare sulla scrivania dei produttori. Poi credo vide solo il cestino. E' però vero che gente come Clifford Odets e Dalton Trumbo, lavorarono segretamente al film.
E qualche segreto dietro la famosa scena sul ponte? Iniziamo dalla neve, sono in realtà cereali, fiocchi d'avena per fiocchi di neve. Anzi no, dovevano essere cereali ma si accorsero che erano troppo rumorosi e la neve è silenziosa. Quindi o si registrava l'audio in seguito o si cambiava metodo. Si optò per la schiuma degli estintori, funzionava meglio ed era molto silenziosa.
Poi avete notato che James Stewart è sudato in molte inquadrature? E' perchè il suo personaggio è teso? O perchè è felice? No, semplicemente perchè l'hanno girata in California in una giornata con 32 gradi. Con su quel cappottone stava bollendo internamente.
Per concludere, pensate un pò, questo film che oggi è amato e lodato da tutti, all'epoca fu un vero flop al botteghino. La causa si deve ricercare nell'uscita a pochi giorni di distanza di un altro filmone, I migliori anni della nostra vita di William Wyler. Per fortuna il tempo gli ha dato ragione.

-"Il miracolo della 34a strada (Miracle on 34th Street)" di George Seaton (1947).
Un altro classicone con tanto di remake, anch'esso ormai un classicone del 1994, capace di vincere addirittura un paio di Oscar (mentre il film di Capra venne solo nominato).  Forse proprio il fatto di non essere uscito nel periodo invernale, l'ha messo in pole position per gli Oscar. Già perchè il film su Babbo Natale per antonomasia venne deciso, da Darryl Zanuck (capo Fox), di farlo uscire a maggio. Perchè mai un film sul Natale dovrebbe uscire con 5 mesi di distanza? Non ha senso. "Eh ma in quel periodo la gente va
molto più spesso al cinema". Ahh, come sono cambiati i tempi! o quanto era scemo Zanuck...
Zanuck proprio non ne voleva sapere di questo film. Addirittura voleva bocciarlo ma poi decise di affidarlo a Seaton, per due lire, ma in cambio avrebbe dovuto fare altri tre lavori per la Fox. Anche Maurenne O'Hara non ne voleva sapere, anzi era già su un volo per casa sua in Irlanda, quando dopo aver letto il copione, decise di tornare subito agli studios.Come avevo già scritto nella puntata su New York, le scene ambientate sulla 34esima strada sono state veramente girate in loco, ma per evitare di intralciare la parata di Macy's e di spendere troppo, si limitarono a filmare la parata e a aggiungere le sequenze con gli attori in un secondo tempo. Le scnee nel negozio invece sono state girate per davvero tra i vari reparti. La necessità di elettricità per la troupe era talmente grande che causò vari problemi all'intero edificio.A proposito di Macy's, secondo un articolo di Hedda Hopper di quell'anno, in occasione della prima, Macy's lo storico negozio di New York, chiuse a mezzogiorno per permettere a tutti i suoi dipendenti, 12 mila, di andare a vedere il film. Un numero incredibile, che avrebbe pareggiato il budget speso in una sola giornata.
Anche questo film ebbe una ricezione non ottimale all'uscita. Infatti gli venne dato un B (moralmente discutibile in parte) dalla Legione per la decenza a causa di Maureen O'Hara, divorziata all'epoca. Ancora una volta...altri tempi!
Infine una chicca su Natalie Wood, ai tempi piccina. Durante la lavorazione pensava davvero che Edmund Gwenn fosse Babbo Natale. Grande immedesimazione nel ruolo o solo una bambina?

-"La moglie del vescovo (The Bishop's Wife)" di Henry Koster (1947).
Questo è uno di quei film da Natale ma in cui il Natale non è centrale. Classico film con tanti buoni sentimenti in una bella storia che fa tanto commuovere. Ma non per questo non vuole anche far ridere, grazie alla presenza di Cary Grant (speciale in arrivo?). Già vuole far ridere ma alla prima proiezione riservata a un pubblico selezionato, non volò neppure una mosca. Il produttore Sam Goldwyn, allora mandò a chiamare Billy Wilder e Charles Brackett, la coppia d'oro della commedia, per riscrivere un paio di scene. Questa volta le risate proruppero più facilmente. Una delle scenette più divertenti però avvenne sul set. Koster voleva filmare una scena dove Cary Grant e Loretta Young si guardano negli occhi. Niente controcampo, niente tagli, loro due di profilo e basta. Allora Loretta disse, "Ma non puoi, così riprendi la parte peggiore del mio viso (ndr: un classico degli attori), facciamo a cambio". al che Cary disse "Eh ma così inquadri la mia parte peggiore".  Non sembrava esserci via d'uscita, ma a Koster venne un idea. Usare una finestra-specchio che riflettesse uno dei due volti così entrambi sarebbero potuti stare dallo stesso lato. In quel momento entrò sul set Goldwyn, un tipo famoso per essere schietto, e quindi stronzo. Vide questa scena: Cary Grant seduto e Loretta Young dietro di lui che gli fissa la nuca, in mezzo uno specchio, e i due attori che si sussurrano parole d'amore. Fermi tutti! Cos'è sta roba! Koster dice "eh glielo chieda a loro". I due attori si spiegano con il produttore. "Benissimo, ma a me non frega una cippa. Se voi mi date metà volto, io vi do metà salario, fate voi" e uscì furente. Questione chiusa, morta e sepolta.

-"Scrivimi femo posta (The shop around the corner)" di Ernst Lubitsch (1940).
E anche questo è uno dei miei preferiti di sempre. Sarà James Stewart nel suo periodo d'oro, sarà la bellissima e romantica storia, sarà il tocco alla Lubitsch (era anche il suo preferito) che permea tutta le pellicola soprattutto nelle sequenze all'interno del negozio, ma potrei vederlo e rivederlo all'infinito. Qui il Natale c'entra senza essere centrale, in quanto la vicenda si chiude sotto l'albero. Le riprese vennero ritardate per aspettare che James Stewart e Margaret Sullavan si liberassero dai loro impegni. Nel frattempo Lubitsch girò Ninotchka.  E' un soggetto a cui il regista teneva particolarmente, tanto da oblbigare la MGM a produrglielo e che gli ricordava tanto la sua gioventù, quando lavorò per qualche tempo nel negozio di orologi del padre. Per evitare che il film venisse associato al glamour classico dei suoi film, e quindi perdesse un pò di realismo, ordinò di comprare alla Sullavan, un vestito da 1.98$ (all'epoca, oggi potremmo dire uno da 9.99) e che avrebbe indossato quello, niente fatto da sarte su misura negli studios. L'intero film costò solo 500 mila dollari e fu girato in 24 giorni. "Un film piccolo ma con un cuore grande" disse Lubitsch ai giornalisti.Anche questa perla ha avuto un remake, il celebre C'è post@ per te con Meg Ryan e Tom Hanks, che seppur notevole, non è al livello dell'originale. Per il quale, anche stavolta, ho versato qualche lacrimuccia nel finale.

-"L'appartamento (The apartment)" di Billy Wilder (1960).
Ecco che torna Wilder. Anche qui il Natale c'è ma solo alla fine. Tanti bei sentimenti, lacrime e tantissime risate. Il mix è sempre quello ma quando funziona così bene non c'è niente di cui lamentarsi.Esattamente 53 anni fa, proprio il 23 dicembre, la troupe registrava il party natalizio. Wilder volle girarlo proprio poco prima di Natale per sfruttare quel clima che permeava l'ambiente. Venne tutto molto facile, dopo solo un tentativo tanto che Wilder era commosso (lui abituato con Marilyn).Gran parte del film venne girato in quel periodo dell'anno tanto che si dice (e se lo dice Wilder è sospetto) che nella scena in cui C.C.Baxer dorme su una panchina a Central Park, venne spruzzato con dell'antigelo per tenerlo in vita. Nonostante Wilder sia un maestro della scrittura, sembra che al momento di girare non ci fosse una sceneggiatura completa. Shirley McLaine (dite quello che volete ma a me piace proprio come donna) racconta che molte scene vennero improvvisate, come il gioco con i bicchierini alcolici, che lei aveva appena appreso dai suoi amici del Rat Pack, oppure quando lei filosofeggia sull'amore, era un dialogo preso da una chiacchierata fuori dal set. Wilder invece ricorda di averle dato solo 40 pagine di sceneggiatura apposta, perchè non voleva farle sapere il finale.
Jack Lemmon, un fedelissimo del regista, è sempre stata la scelta numero uno, tanto da scrivere il film pensando a lui. Paul Douglas sarebbe dovuto essere Sheldrake (nome comune nei film di Wilder) ma morì proprio il giorno in cui stava per prendere l'aereo e andare sul set. Fred MacMurray, che era dubbioso se fare o no questo film moralmente ambiguo, dopo aver firmato un mega contratto con la Disney, è protagonista di una bella scenetta. Sul copione c'è scritto che avrebbe dovuto dare un quarto di dollaro a un pulisci scarpe dopo il servizio. Solo che non riusciva a tirarlo fuori dalla tasca al momento di lanciarglielo. Allora Wilder disse "Eh dai, mollagliene anche uno da 50 cent. è più grosso". "50 cent.? Ma neanche per sogno! Non glieli darei mai, sarebbe una scena ingirabile". Il tutto scherzando eh, non era così taccagno.
L'appartamento è rimasto per anni l'ultimo film in bianco e nero (prima di The Artist, 2012) a vincere l'Oscar per miglior film. Non solo, vinse anche per regia, sceneggiatura, scenografia e montaggio oltre ad altri premi altrove. Ancora oggi è una delle perle più splendenti del cinema americano.

-"Santa Claus Conquers the Martians" di Nicholas Webster (1964).
Ho capito, siete alternativi e volete qualcosa di particolare. O semplicemente ne avete le scatole piene dei soliti film sul Natale. E allora vi accontento subito. Questo film è uno dei peggiori della storia secondo IMDb ma di sicuro non vi deluderà se volete della novità e della stravaganza (e se siete stati molto fortunati, lo avrete visto al cinema, non in Italia, nel 2011).Ok, viola parecchie regole (è a colori, ma io lo ricordavo diversamente, è brutto, e...è brutto, perchè una sola volt non basta) ma merita una menzione e una svista velocissima -e poi non vale che l'abbia visto solo io, condividiamo il dolore!.Il titolo dice tutto ma non può esprimere la "bellezza" della sceneggiatura, la profondità dei dialoghi e la bravura degli attori. Per non parlare dei sofisticati effetti speciali e della regia innovativa.Per dire, le armi dei marziani sono dei giocattoli (Whammo Air Blasters) ridipinti ed è fin troppo palese. Il materiale di repertorio usato per mostrare l'esercito che insegue i marziani, sono le stesse usate da un genio come Kubrick per Il dottor Stranamore. Non ha ricevuto nessuna nomination agli Oscar ma i celeberrimi Razzie Awards, lo hanno inserito nei 100 film peggiori di tutti i tempi.Infine, il film contribuì a far tornare in auge la spiralina, uno dei giochi per bambini più insulso di sempre. E i marziani ne sono affascinati. Chiudo qui e vi lascio con il film intero come regalo.


Eh insomma, passate delle buone feste e guardate più film che potete, magari anche questi. D'altronde questo è il tipico momento dell'anno in cui si rivedono con piacere queste storie (a parte l'ultima). E, lo so, è inutile scriverlo, perchè non risponde mai nessuno, ma se volete nei commenti mettete pure i vostri consigli o quello che avete visto quest'anno o quello che guardate sempre. Scrivete...
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Nella prossima puntata, l'ultima del 2012, Nannarella goes to Hollywood. Anna Magnani e qualche aneddoto sul suo periodo negli States.

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