venerdì 29 giugno 2012

L'immondo profondo #3: Lucky McKee


Vengo da due trasferte consecutive per esami e registrazione voti, sono stanco, accaldato e disidratato, e soprattutto non sono riuscito a trovare un argomento stuzzicante per la rubrica di oggi. Quindi ho deciso di parlarvi di un paio di registi promettenti che fanno ben sperare per il futuro del cinema horror.

Oggi tocca a Lucky McKee



Con una faccia così come si fa a non amarlo ?
Lucky McKee è un giovanotto californiano classe 1975, nel 2001 esordisce con All Cheerladers Die, un mix di horror e commedia che a quanto pare è particolarmente difficile da reperire, ma ci tornerò quando mi capiterà sottomano. Nel 2002 arriva il film della svolta, May. Questa volta l'horror si mischia con il drammatico, o forse sarebbe meglio dire che il dramma si fonde con l'horror, perché May non fa paura, May ti cattura, ti fa innamorare e ti spezza il cuore, soprattutto per merito dell'attrice protagonista, che si carica tutto il film sulle spalle in un ruolo femminile per niente facile da gestire.
L'attrice in questione è Angela Bettis, e May segna l'inizio del sodalizio con McKee. Lei continuerà a recitare in alcuni dei suoi film e lui ricambierà recitando in Roman, il suo esordio dietro la macchina da presa. Io tanto per cambiare me ne sono innamorato.

May diventa un piccolo cult e McKee si guadagna una consistente cerchia di ammiratori, tra cui il sottoscritto. Il lavoro successivo è Sick Girl, un episodio della serie Masters of Horror, che però non ho ancora visto perché il livello della serie era talmente deprimente che dopo 3-4 episodi ero stremato.
Nel 2006 è il turno di Il mistero del bosco, filmetto dimenticabile, infatti lo ricordo solo la presenza di Bruce Campbell. Nel 2008 invece esce Red, basato su un romanzo di quel pazzo di Jack Ketchum, parla di un uomo che cerca giustizia per il suo cane Red, ucciso da un gruppo di bulletti. Il potenziale ci sarebbe, ma per colpa di qualche magagna con i produttori McKee viene licenziato e il film ne paga le conseguenze. Ma poco importa, perchè questa serie di sfortunati eventi porta ad una collaborazione diretta tra McKee e Ketchum, collaborazione felicissima che da vita a quella bomba di The Woman, la consacrazione di McKee e il motivo per cui adesso sto parlando di lui.
The Woman è a sua volta l'adattamento di un romanzo, raccontando la trama a parole si rischia di farla sembrare ridicola, ma preferisco rischiare: un padre padrone violento e misogino trova una donna selvaggia nel bosco e decide di catturarla per “civilizzarla”, così la incatena in cantina e impone la sua presenza al resto della famiglia. Le conseguenze potete immaginarle da voi.
The Woman è un vero e proprio pugno nello stomaco, come quelli dispensati con tanta facilità dal protagonista del film. E' violento, cinico e un po' sfacciato, prende una premessa inverosimile e ci costruisce sopra una tensione che cresce continuamente e si fa sempre meno tollerabile man mano che lo spettatore assiste a tutta una serie di violenze e prepotenze. Certo a volte la messa in scena è piuttosto rozza, tra musiche rock sparate a palla e situazioni al limite del b-movie, ma è anche incredibilmente potente. The Woman è sgradevole, ti fa sentire scomodo sulla poltrona e ti fa desiderare che finisca presto, proprio come uno schiaffo dato ad una donna indifesa, un piccolo gesto che nonostante tutto ci fa ancora rabbrividire.
Il merito, o forse dovrei dire la colpa, è anche di un cast all'altezza delle immagini mostrate.
Angela Bettis interpreta la moglie succube del protagonista, bella e bravissima come al solito, ha tutta la naturalezza di una donna fisicamente e psicologicamente fragile che ha dovuto mandare giù un sacco di rospi. Con il capello corvino è davvero conturbante.
Sean Bridgers è portentoso, non deve essere stato facile interpretare un personaggio tanto detestabile, ma a farsi odiare ci riesce benissimo e il suo volto rimane ben impresso nella memoria.
Ultima ma non ultima Pollyanna McIntosh, La Donna, una bellezza veramente animalesca imbruttita a dovere dal make-up. Passa il tempo a ringhiare, mordere e gridare ma sembra che non abbia mai fatto altro nella vita, e quando cammina incurvata e furtiva è veramente fenomenale.

Intrinseco

2 commenti:

  1. The Woman è davvero un capolavoro, un pugno nello stomaco come ce ne sono pochi altri.
    Peccato non sia quasi passato in sala.
    Ne ho scritto a suo tempo anche da me.

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    1. Ne approfitto per ricambiare la visita.

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