domenica 25 novembre 2012

The Lords of Salem di Rob Zombie

Proiettato al Torino Film Festival.

Dei disagi e delle incazzature che bisogna superare per assistere a queste proiezioni se n'è già parlato, ma ci tenevo a raccontarvi brevemente questa brutta esperienza anche dal mio punto di vista, così, tanto per far sbollire un po' di rabbia, e poi in questi casi ripetere non fa mai male. Potrebbe andare per le lunghe, quindi se non siete interessati passate direttamente alla recensione più in basso.
Per evitare code e ritardi avevo deciso di approfittare della possibilità di acquistare un biglietto giornaliero online, visto che per il festival di Locarno si era rivelata una soluzione comodissima. Nel regolamento del Festival c'è scritto chiaramente che biglietti e abbonamenti acquistati online vanno ritirati alle casse dei multisala coinvolti nell'iniziativa, bene, arrivati a Torino scopro che queste casse non sono attive, quindi ci rechiamo all'unica biglietteria visibile (non segnalata) e ci imbattiamo in due code chilometriche. Io mi infilo in quella con l'indicazione “Abbonamenti e Pass” e dopo averla superata tutta scopro che il pass giornaliero va ritirato nell'altra cassa, quella dei biglietti singoli. Quindi il pass giornaliero è perfettamente inutile, devo spararmi un'altra coda interminabile solo per ritirarlo, e devo comunque ritirare i singoli biglietti per i film che intendo vedere. La coda ovviamente è completamente immobile, ci sono un sacco di problemi, le cassiere sono lentissime e molti clienti ne approfittano per comprare in blocco un sacco di biglietti.
Peccato non ci sia nessuna separazione, chi, come me, deve ritirare un biglietto per un film che inizia alle 11 (e sono le 10:30) è nella stessa coda di chi fa acquisti per film che verranno proiettati nel pomeriggio o nei giorni successivi. Insomma dopo lamentele varie compare uno sgarbatissimo responsabile che prova a farci passare avanti suscitando le ire dei presenti. Dopo qualche minuto, capendo che così rischia il linciaggio, fa qualche telefonata e decide di farci entrare direttamente in sala senza stampare abbonamento e biglietto (e io che ci tenevo ad averlo). Purtroppo sono le 11 e 10, il film è già iniziato e la rabbia è alle stelle, però  mi dico "Quando mi ricapita di vedere The Lords of Salem al cinema in Italia ?" quindi inghiotto il rospo e arranco nel buio cercando un posto libero, mentre le prime scene scorrono alle mie spalle. Sono venuto al Festival praticamente solo per questo film, mi sono perso l'inizio, sono incazzato nero, infreddolito e dispiaciuto per il collega rimasto fuori, ma fortunatamente riesco a mettere da parte la rabbia, e dopo aver chiesto ragguagli sull'incipit alla coppietta che mi sta vicino inizio a godermi lo spettacolo.


The Lords of Salem di Rob Zombie

Aspetto spasmodicamente questo film da quando ne ho sentito parlare per la prima volta, anzi da prima, per la precisione da quando ho visto Halloween 2 al cinema, un lavoro così brutto e pasticciato che all'epoca mi sembrò un tentativo di auto-sabotaggio, un modo come un altro per chiudere brutalmente con questa serie di remake di cui nessuno sentiva il bisogno. Quindi quando ho letto le prime indiscrezioni su The Lords of Salem ho subito pensato che sarebbe stata l'occasione perfetta per redimersi, un ritorno alle origini con un progetto personale a bassissimo budget, il Rob Zombie che mi aveva fatto innamorare con La casa dei 1000 corpi e che già al secondo appuntamento, La casa del diavolo, era riuscito a portarmi a letto.
Insomma cos'è questo The Lords of Salem ? Difficile spiegarlo, ci provo partendo dalla storia. Come si può facilmente intuire dal titolo, siamo nella città di Salem, già protagonista di centinaia tra film e racconti dell'orrore in cui streghe bramose di vendetta tornano a tormentare i discendenti degli inquisitori che le hanno condannate. E il film di Rob Zombie da questo punto di vista non ha nulla di nuovo da aggiungere.
Subito veniamo catapultati nel bel mezzo di un processo per stregoneria, il reverendo John Hawthorne manda al rogo un piccolo gruppo di streghe capeggiate dalla terribile Margaret Morgan (Meg Foster), il cui volto viene coperto da una maschera di metallo che fa subito pensare a La Maschera del Demonio, e il sottoscritto ha già un bel sorriso stampato in faccia.
Ai giorni nostri, durante una giornata di lavoro qualsiasi, la DJ locale Heidi (la sempre stupenda Sheri Moon Zombie) riceve uno strano contenitore di legno da un mittente sconosciuto, dentro c'è un vinile dei The Lords of Salem su cui è inciso solo un ipnotico motivetto dalle sonorità celtiche che si ripete all'infinito. La musica sembra avere un effetto strano sulle donne di Salem e in particolare su Heidi, che viene colpita da visioni mostruose sempre più frequenti. Nel frattempo si sparge la voce che i The Lords of Salem stanno arrivando in città per un concerto...
Di solito non mi piace leggere o usare l'etichetta “film molto personale”, perché sembra sempre un modo per liquidare in poche parole un'opera altrimenti difficile da catalogare. Ma da quando sono scesi i titoli di coda al momento in cui ho iniziato a scrivere questa recensione non mi è venuto in mente nessun altro modo di definirlo, e fidatevi, ci ho pensato davvero un sacco. Personale per diverse ragioni, prima di tutto perché vedendo The Lords of Salem non si può fare a meno di notare che Zombie è finalmente tornato alle origini, ad un cinema in cui è emotivamente ed artisticamente coinvolto, in cui è completamente libero di giocare con il mezzo cinematografico come aveva fatto nei suoi primi due film. La continuità estetica con La casa dei 1000 corpi per esempio è piuttosto evidente, ma le novità e le differenze sono ancora più vistose, la dose di ironia zombiana o zombesca è considerevolmente ridotta, quasi completamente confinata alle primissime scene del film ambientate nello studio radiofonico, dove Sheri Moon Zombie, Ken Foree e Jeff Daniel Phillips fanno i pazzi con i bizzarri ospiti del programma; qui ritroviamo anche lo stile videoclipparo del primo film, con un montaggio molto rapido e una serie di inserti video che ci presentano il Big H Radio Team. Poi arriva la svolta in senso drammatico, ed è qui che ci si rende conto che forse Rob Zombie è diventato un regista più maturo, che ha abbandonato le sue maschere grottesche e il suo dinamismo esasperato e ha abbracciato una regia più statica, più attenta alla costruzione della scena e che riesce a creare movimento all'interno dell'inquadratura piuttosto che fuori. Immaginate quindi la cura di Zombie nella scelta e nella costruzione degli ambienti, aiutata questa volta da una regia che riesce a valorizzarli ancora di più dando profondità e volume anche alle architetture più semplici, come il corridoio dell'abitazione di Heidi, che sembra diventare sempre più profondo e tetro man mano che le condizioni della ragazza peggiorano, senza bisogno di ricorre a quell'insopportabile 3D. Ed è proprio qui che si avverte maggiormente la svolta drammatica a cui accennavo prima, in questi spazi che sembrano chiudersi sempre di più intorno ad Heidi, mentre nelle sequenze visionarie tendono invece ad aprirsi su luoghi sempre più stranianti, come nella bellissima sequenza in cui una porta del corridoio di una piccola casa si spalanca su un atrio enorme con gradinate, tappeti rossi e lampadari colossali, dove echeggia assordante il Requiem di Mozart. E in questi non-luoghi troviamo le creature più impensabili, che sembrano sbucare fuori da qualche racconto di Clive Barker o chissà quale incubo, orribili nani deformi, creature dai piedi caprini, cardinali, infermiere e dottori senza volto che trascinano Heidi in un girone infernale più autentico che mai (fantastica la masturbazione corale dei cardinali infernali) e il tutto con dei make-up semplicissimi ma assolutamente fantastici.
E da qui mi collego al secondo motivo per cui secondo me The Lords of Salem è un “film molto personale”: Sheri Moon Zombie, la moglie del regista, è per la prima volta la vera e unica protagonista del film, le inquadrature sono quasi tutte per lei, prima nelle sequenze che raccontano la sua routine, poi nelle scene surreali in cui cavalca caproni neri o copula con demoni informi. Se non è amore questo...
Ah e stiano tranquilli gli affezionati, anche questa volta mostra le sue natiche da sogno.
Tirando finalmente le somme: 
The Lords of Salem non è un horror convenzionale, anzi si potrebbe addirittura affermare che non è affatto un horror, esattamente come La casa dei 1000 corpi e La casa del diavolo non erano degli horror canonici. E non mi sento nemmeno di affermare che è semplicemente un omaggio ad altri esponenti del genere, perché parlare di omaggio significherebbe sottintendere che ha dei debiti nei confronti di altri film, quando in realtà si tratta solo di citazioni o riferimenti più o meno diretti. Allora cos'è ? E' il classico titolo che trascende i generi, e che piaccia o non piaccia fa parlare di se, è barocco, provocatorio ed estremamente divertente. E' un film diretto da un rockettaro che parla di una canzone che apre le porte dell'inferno, è il Tree of Life degli horror, insomma è unico. O forse sto esagerando, quindi taglio la testa al toro e mi limito a riportare un'affermazione del regista: “Per me The Lords of Salem è come se Ken Russell avesse diretto Rosemary's Baby”.

Bentornato Rob Zombie!



PS: Perché non si infierisce mai abbastanza: secondo imdb.com questo film è costato solo 1.500.000$ contro i 5.600.000€ di Dracula 3D (e come li hanno spesi ? Per il 3D ?), e non aggiungo altro...

2 commenti:

  1. Ottima recensione, io ADORO Rob ed è per questo che mi fa sempre male al cuore quando sento parlar male di Halloween 2, a mio avviso, un capolavoro dello slasher, un film brutale e soprattutto coraggioso, un film che non è stato capito soprattutto dai fan, ma spero che in futuro venga rivalutato, perchè, così come The Beginning, è perfetto secondo me.
    Sulle Streghe di salem che dici in italia lo vedremo integrale??? o sarà tagliato a parer tuo??? La Notorius (la ditta italiana che l'ha preso) ha detto che è nelle loro intenzioni farlo uscire integro, speriamo bene.....

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    1. Mi ero perso questo commento, scusami.
      Se ne parla proprio in questi giorni, a quanto pare al cinema (non solo in Italia) uscirà una versione con qualche taglio.

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